Moria di pesci ad Ardea: scatta l’allarme sul litorale romano. L’Arpa indaga sulle cause del fenomeno e sulle condizioni del mare.

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Sul litorale romano torna un allarme ambientale di non poco conto. Ad Ardea, la presenza di numerosi pesci morti lungo la riva del mare ha attirato l’attenzione dei cittadini e fatto scattare i controlli degli enti competenti. Le analisi dell’Arpa Lazio stanno iniziando a delineare un quadro più preciso, ma per capire cosa abbia provocato la moria di pesci sul litorale laziale serviranno ancora verifiche e accertamenti. E una riflessione sullo stato di salute del mare di Ardea.

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Moria di pesci sul litorale laziale: cosa hanno trovato i tecnici nelle acque di Ardea

Andiamo con ordine e partiamo dal principio. Dopo le segnalazioni dei cittadini, il 12 agosto scorso Arpa Lazio ha effettuato un sopralluogo insieme al Servizio veterinario della Asl Roma 6, riscontrando alcuni esemplari morti di alaccia, Sardinella aurita.

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Sul posto non è stato possibile stabilire la causa. I campioni di acqua e fitoplancton raccolti hanno però restituito un dato importante: i parametri microbiologici sono risultati entro i limiti previsti per la balneazione. L’analisi del fitoplancton ha invece evidenziato una forte fioritura di Asterionellopsis glacialis, diatomea (alga unicellulare) non considerata tossica, e un’abbondante presenza di Akashiwo sanguinea.

Proprio quest’ultima è un dinoflagellato che, secondo Arpa, è in grado di provocare morie di pesci e invertebrati attraverso anossia e produzione di tossine capaci di influenzare altri organismi planctonici. Può inoltre liberare tensioattivi solubili in acqua, favorendo la formazione di schiuma.

Questo dato, però, non basta ancora per attribuire con certezza alla microalga la moria osservata ad Ardea. La Asl ha raccolto campioni dei pesci, inviati all’Istituto zooprofilattico sperimentale del Lazio e della Toscana. Le verifiche congiunte di Arpa, Asl e Izs dovranno chiarire il quadro complessivo e individuare con certezza le cause del fenomeno.