La cucina come viaggio, ma anche come ritorno. E Roma come punto d’incontro. È questo il filo che ha attraversato la serata del 14 maggio al Nite Kong, nuovo capitolo della rassegna MidNite Chef, dove lo chef stellato Valentino Cassanelli, alla guida del ristorante Lux Lucis del Forte dei Marmi, ha portato nella Capitale la sua cucina globetrotter in dialogo con la mixology di Patrick Pistolesi.

Un format che non è solo una cena, ma,come suggerisce lo stesso Pistolesi, un rituale condiviso, dove il confine tra cucina e cocktail si dissolve e lascia spazio a un’unica narrazione sensoriale.

Le radici non si perdono: “Emilia, Versilia e mare dentro i piatti”

Nel racconto di Cassanelli, il viaggio non cancella mai le origini, ma le stratifica. Nato a Modena, lo chef oggi si riconosce soprattutto nella Versilia, dove vive da oltre 14 anni: “Le mie radici emiliane sono nelle rotondità dei piatti, nella cultura del territorio. Ma oggi mi sento naturalizzato versiliese, il mare è diventato parte della mia vita”.

Una doppia appartenenza che si riflette nella sua cucina, dove l’Emilia non è mai nostalgia, ma struttura, mentre la costa toscana diventa identità quotidiana.

Il viaggio, però, resta centrale: “Sono fondamentali. Non porto ingredienti perché sono particolari, ma perché li ho vissuti nei luoghi in cui li ho scoperti. Quando tornano nei piatti devono avere senso nella cucina mediterranea che faccio oggi”.

Roma come palcoscenico del dialogo gastronomico

In questo percorso, Roma non è solo una tappa, ma un acceleratore di linguaggi. La serata al Nite Kong diventa così un punto d’incontro tra due visioni: quella dello chef e quella del bartender, entrambe fondate su ricerca, sottrazione e identità.

“Lavorare con la mixology è affascinante perché è come mettere insieme due piatti”, racconta Cassanelli. “Io e Patrick cerchiamo entrambi la sintesi: lui nei drink, io nei piatti. Alla fine il risultato è un’unica esperienza”.

Un approccio che si traduce in un’idea di abbinamento non gerarchico, ma complementare: non due elementi che si affiancano, ma un unico racconto che cambia forma a seconda del punto di vista.

La carbonara “di mare” che parla romano

Tra le risposte più significative anche quella legata alla cucina romana, che lo chef ha reinterpretato con il suo stile personale.

In carta, infatti, Cassanelli propone una lettura inattesa: una “capasanta in carbonara” che diventa ponte tra mare e terra. “È un piatto che rappresenta italianità e mediterraneità nel pesce”, spiega. “La grassezza della capasanta viene avvolta dalla cremosità e dalla struttura del pecorino”.

La costruzione ribalta i codici della tradizione: il corallo sostituisce l’uovo, mentre le parti più sapide della capasanta diventano l’equivalente del guanciale. “È una carbonara fatta interamente di capasanta – racconta – un’interpretazione che mantiene il rispetto della cucina romana, ma la rilegge attraverso la mia identità”.

Un esercizio di equilibrio tra omaggio e trasformazione, dove la tradizione non viene replicata, ma tradotta.

Memoria e gesto: la cucina come eredità familiare

Se la tecnica guarda avanti, la memoria resta un punto fermo. Cassanelli torna spesso a un’immagine precisa: la nonna che tirava la sfoglia.

“Dietro ogni cuoco c’è la persona. Se non ci fosse la consapevolezza del passato, delle esperienze e delle persone incontrate, non ci sarebbe l’emozione che cerco di trasmettere nei piatti”.

Un ricordo che diventa gesto fondativo, quasi rituale: la manualità della pasta fatta in casa, la velocità nel taglio delle fettuccine, l’idea che la cucina nasca prima di tutto in uno spazio domestico, emotivo, prima ancora che professionale.


MidNite Chef, la cucina come esperienza condivisa

La rassegna ideata da Pistolesi continua così a costruire un format in cui il cibo non è mai solo cibo, ma linguaggio condiviso. Tra luci, musica e cocktail, il Nite Kong si conferma uno spazio dove la cucina diventa racconto e la notte un’estensione dell’esperienza gastronomica.

Roma, ancora una volta, si trasforma in palcoscenico di contaminazioni: tra chef, bartender e visioni che si incontrano nel segno del gusto.