Maltempo a Roma: grandine, vento e neve a bassa quota

Roma si è svegliata sotto un cielo cupo e in pieno stile invernale nella mattinata di giovedì 26 marzo 2026. Pioggia intensa, grandine e forti raffiche di vento hanno colpito la Capitale fin dalle prime ore del giorno, causando disagi diffusi alla circolazione e alla vita quotidiana dei cittadini.

Durante la notte, precipitazioni abbondanti e chicchi di grandine si sono alternati senza sosta, accompagnati da vento sostenuto che continua a soffiare anche nelle ore successive. Un breve miglioramento mattutino ha lasciato spazio a una nuova ondata di maltempo, con il ritorno di pioggia e grandine che ha rapidamente cancellato ogni illusione di schiarite.

Disagi e danni: albero caduto a Ostia

Le condizioni meteo avverse, già previste, hanno avuto effetti concreti sul territorio. Strade allagate e traffico rallentato si registrano sia nel centro cittadino sia lungo le principali arterie del Grande Raccordo Anulare.

Particolarmente colpita la zona del litorale: a Ostia un albero è crollato in via Genova, costringendo alla chiusura della strada. L’episodio evidenzia i rischi legati alle forti raffiche di vento che stanno interessando tutta la regione.

Allerta gialla e rischio mareggiate nel Lazio

Per la giornata è stata diramata un’allerta gialla per vento su tutto il Lazio. Sebbene il livello sia considerato moderato, le raffiche possono raggiungere intensità elevate, con condizioni di burrasca soprattutto lungo le coste esposte.

Le perturbazioni coinvolgono l’intero territorio regionale: ai temporali frequenti e all’attività elettrica intensa si aggiungono venti forti provenienti dai quadranti nord-occidentali. Non si escludono mareggiate lungo il litorale laziale, rendendo necessaria particolare attenzione nelle aree costiere.

Neve dai 400 metri: scenario quasi invernale

Se in città la protagonista è stata la grandine, nelle zone interne e montuose si registra il ritorno della neve. Le previsioni indicano fiocchi già a partire dai 400-600 metri di altitudine, con accumuli consistenti nelle aree appenniniche.

In particolare, i settori orientali della regione – come l’Appennino reatino e i bacini dell’Aniene e del Liri – sono interessati da nevicate anche abbondanti, riportando uno scenario tipicamente invernale a fine marzo.