Incontriamoci: Da Massenzio Arte a Massenzio Barter

Intervista allo scultore Alessandro D’Ercole di Maria Cristina Cadolini
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Incontriamoci: Da Massenzio Arte a Massenzio Barter

Alessandro D’ercole è un importante riferimento artistico del nostro tempo. Promotore culturale e direttore artistico della Massenzio Arte, oltre ad essere un avvocato, un musicista e uno scrittore è soprattutto uno scultore. Un uomo dal multiforme ingegno, un artista che ama sperimentare. Lo abbiamo incontrato nel suo laboratorio di Roma. Un grande e suggestivo spazio dove lavora il suo materiale preferito, il ferro. Qui si dedica alla ricerca di una forma di linguaggio che unifichi le sue esperienze di ricerca. Dal 1980 è attento anche all’aspetto della divulgazione dell’arte, unificando ogni ricerca in questo ambito. Nello stesso periodo scopre la potenzialità dei metalli, e soprattutto del ferro, che rappresenta per lui la sintesi di ogni esigenza estetica, dedicandosi così alla sola scultura.

Scultura D'Ercole - Cavalliere ferro e chiodi - photo credits P Cannistraci

MC: Cominciamo da Massenzio Arte, come è iniziata questa avventura?

A.D’Ercole: L’avventura nel mondo dell’arte ha inizio nell’ambito della collaborazione con Massenzio Cinema, la celebre rassegna cinematografica romana che a partire dal 1977 ha caratterizzato e reso famosa per tutti gli anni ottanta l’Estate romana di Nicolini. La mia collaborazione iniziò nelle mie veste di avvocato e successivamente realizzando e esponendo per la manifestazione alcune grandi opere volte a rappresentare, all’interno della manifestazione, il tema conduttore della manifestazione stessa.

Nel 1995 con altri soci e collaboratori nasce la Massenzio arte, attraverso la quale si voleva favorire l’esposizione di opere di giovani e meritevoli artisti all’interno della manifestazione, in quello che verrà chiamato “il giardino dell’arte”. Nel trascorrere degli anni il premio della Massenzio Arte diventerà internazionale e per circa venti anni presenterà circa trenta artisti per singola edizione. Abbiamo portato a Roma un apertura sull’arte contemporanea. Nel 1999, unendo il consenso di altri 40 soci, abbiamo acquistato il teatro di Dario Fo, il Teatro del Pavone per farne un centro di divulgazione culturale e una casa per gli artisti. Questo sogno si è concluso qualche anno fa quando, non potendo più sostenere le spese e le tasse sull’immobile abbiamo dovuto vendere.

MC: C’è poi stato l’incontro con un materiale, il ferro, da lei eletto come materiale privilegiato per raccontare attraverso simboli i miti dell’umanità. Come e perchè il ferro?

A.D’Ercole: Il ferro è un materiale vivo, non è arido e senza vita come si potrebbe pensare. Gli atomi di ferro esistono nell’universo da sempre, ed è quindi il materiale adatto per condensare in se la storia dell’umanità. Il ferro ha in se la luce, il movimento e la durata, anzi l’immortalità. Inoltre è simbolo di forza. Da sempre il mondo è stato dominato dal ferro, di ferro furono i denari e di ferro sono forgiate le armi. Io credo nella rigenerazione e nel riuso di questo materiale, simbolo della continuità della vita. Utilizzo solo ferro già usato e lo rigenero. Le mie creazioni sono composte di questo materiale plasmabile e riciclabile all’infinito, simbolo di forza e portanza. Un materiale eterno come sono eterni i simboli che mi aiutano a raccontare i miti unificanti dell’umanità. Il ferro ha in se la continuità della vita. L’arte è scienza e si muovono per simboli. Le mie ultime mostre vogliono proprio rendere questo concetto unificante. Lo scorso anno una mia opera è stata selezionata per il Concorso d’Arte per Sculture sulla Via della Seta in Cina. L’ opera rappresenta una Cavalliere/Cammelliere come manifesto dell’unicità del concetto di viaggio attraverso le culture. Volevo unificare e assimilare i cammini d’occidente, come può essere il cammino dei Cavalieri verso Compostela, con il cammino dei Cammelieri sulla via della Seta. Viaggio e Fede sono concetti unificanti delle culture.

MC:L’Ultima avventura è una frontiera importante, non solo artistica ma anche sociale: la missione Massenzio BArteR

Al sito della Associazione Massenzio Arte ho associato una nuova piattaforma Social Media : la MassenzioBarter.org. Su questo sito internet è possibile offrire gratuitamente qualsiasi bene o servizio non più utile a chi lo possiede e offrirlo a chi può dare all’oggetto una seconda vita. Barter vuol dire appunto baratto, scambio. Qui non si scambia solo un bene materiale: si scambia una speranza, un’empatia, una attività complessa per altre attività complesse. Il principio è che ogni scambio, prima di essere economico, è un moto dell’anima. Qui gli oggetti possono trovare nuova vita. Nulla è veramente inutile; ciò che risulta essere tale per alcuni è un bene utile per altro. L’idea alla base del programma è utilizzare ciò che la abilità della rete di conoscenza e incontro. A volte chi può risolvere un tuo problema abita nella porta accanto. Tu non sai di cosa lui disponga, ma il sito potrebbe venirne a conoscenza per rendere possibile un bisogno ed una disponibilità, facendole incontrare. Questo ovviamente si innesta sulla precisa convinzione che è necessario sviluppare e potenziare sempre più l’economia circolare. Oltre a questo progetto sostengo poi lo sviluppo dei borghi abbandonati nelle terre alte; Oggi è necessario recuperare e provvedere a ripopolare queste dimensioni comunitarie e il progetto Massenzio barter potrebbe aiutare concretamente questo progetto.

Nella sua lunga carriera artistica D’Ercole ha esposto in diversi luoghi di prestigio. Ricordiamo qui alcune delle sue personali:

Mostra Antologica a Palazzo Valentini 1993; Sepulcrum in Massenzio Arte 2002; La partita interrotta a Calcata nel 2005; L’esposizione di scultura sacra a San Clemente “Mitreo di Roma” 2007 ; Uomini e Dei al Castello Scaligero di Malcesine 2009; Uno ed Angelo a Santa Maria Novella Firenze 2011; Piramidi di Fede al Museo U. Mastroianni di Marino 2014;