Il Papa cade per colpa dei Sampietrini, ma cosa sono i Sampietrini e perchè si chiamano così?

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Papa Francesco è scivolato su una strada di sampietrini. Chi è di Roma lo sa: queste strade possono essere difficili da percorrere. Ma innanzitutto, siete sicuri di sapere proprio tutto sui sampietrini? Ecco qualche informazione in più su uno dei simboli di Roma
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Chi è di Roma lo sa: la strada di sampietrini può essere ostica da percorrere. Di recente anche Bergoglio se n’è reso conto. Il Pontefice, infatti, di ritorno dai lavori del Sinodo per i giovani che si svolgono nella struttura dell’aula Paolo VI, è scivolato sulla strada di Casa di Santa Marta, lastricata dei romanissimi blocchetti. Niente paura: secondo il direttore della sala stampa vaticana, Greg Burke, Papa Francesco sta benissimo –

Il Pontefice è inciampato, ma si è rialzato e sta bene – ha dichiarato.

Bergoglio percorre abitualmente il tragitto tra la Casa di Santa Marta e l’aula Nervi a piedi. I sampietrini possono rendere un po’ sconnesso il percorso e un passo falso ci può stare. Il Santo Padre non sarà certo il primo ne’ l’ultimo a fare una conoscenza ravvicinata con la pavimentazione tradizionale di Roma.

Ma innanzitutto, siete sicuri di sapere proprio tutto sui sampietrini?

Cosa sono i Sampietrini e perchè si chiamano così

I sampietrini compongono la gran parte della pavimentazione del centro storico e delle strade più antiche di Roma. Si tratta di blocchetti di leucitite (una roccia eruttiva) e selce (una roccia sedimentaria). Di forma cubica o di piramide tronca, le dimensioni di un sampietrino sono solitamente 12×12×6 cm, sebbene esistano altri formati. Detti anche “selci”, o in dialetto romanesco “serci“, questi blocchetti sono estremamente compatti e molto resistenti agli agenti atmosferici.

Il metodo di pavimentazione delle strade mediante l’utilizzo dei sampietrini fu adottato sulle principali strade e piazze di Roma dalla metà circa del XVI secolo. Si dice che l’invenzione del caratteristico lastricato si debba a Papa Sisto V. Tuttavia il nome fu dato nel 1725, quando si scelse di utilizzare proprio questi blocchetti per rifare la pavimentazione di Piazza San Pietro.

Anche per questo motivo spesso sorge l’indecisione fra la forma “sanpietrino” o “sampietrino”: vista la provenienza della denominazione, sembrerebbe più corretta la prima forma. Tuttavia sono accettate entrambe.

Questo tipo di pavimentazione consiste nel posare e poi battere su un letto di sabbia i selci, per l’appunto, senza l’utilizzo di cemento. Il pregio di questa tecnica sta nella resistenza e nel respiro dato al terreno. Di fatto le strade in sampietrini furono adottate per far circolare meglio carri e carrozze.

Sampietrino, croce e delizia della Roma moderna

Nonostante i celebri blocchetti siano uno dei simboli della Città Eterna, i romani conoscono bene anche lo svantaggio che questa pavimentazione comporta nella vita di tutti i giorni. Le strade sono resistenti ma necessitano di una grande manutenzione per non divenire irregolari. E purtroppo c’è da dire che spesso invece si riducono ad un “tagadà” per gli automobilisti, che vedono gli effetti di questa incuria ripercuotersi sugli ammortizzatori delle loro auto. E quindi sui loro portafogli.

Il rischio è anche per la sicurezza, soprattutto per chi percorre le strade sui motocicli o addirittura in bicicletta. I ciclisti, che già hanno pochi spazi dedicati ai loro percorsi nella Capitale, sono spesso costretti a percorrere le strade principali insieme alle vetture e sicuramente devono fare ancora più attenzione sulle strade lastricate con sampietrini.

Infine, sembrerà un problema da poco, ma chi fa la movida al centro di Roma lo sa bene: mettere le scarpe alte sui sampietrini equivale a una tortura. Con i tacchi ai piedi, andare a prendere un drink in centro può trasformarsi in una penitenza.

Tuttavia, chi ama tanto la città ed è affezionato ai suoi simboli può scegliere due vie: soffrire un po’ per una sera, oppure adattare il look alla serata. La splendida vista delle vie del centro ripaga sicuramente lo sforzo.

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