A Roma c’è un quartiere capace di conquistare il cuore di turisti e cittadini: la Garbatella. Conoscete l’origine di questo particolare nome?

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La Garbatella è un’ex borgata costruita negli anni ’20 nell’ambito del grande sviluppo edilizio che vide protagonista l’area dell’attuale VIII Municipio nell’immediato primo dopoguerra. L’origine del nome del rione Garbatella, però non ha molto a che vedere con la sua fondazione. Il progetto prevedeva la costruzione di un “quartiere giardino”, i cui vari lotti abitativi – bassi palazzetti di colore arancione, giallo e rosso – dovevano ospitare le famiglie del vicino porto fluviale.

Così recita l’iscrizione a Piazza Brin, a commemorare la prima pietra posta dal re Vittorio Emanuele III il 18 Febbraio 1920:

“Per la mano augusta di S.M. il Re Vittorio Emanuele III l’Ente autonomo per lo sviluppo marittimo e industriale e l’Istituto delle Case popolari di Roma con la collaborazione delle Cooperative di lavoro ad offrire quieta e sana stanza agli artefici del rinascimento economico della Capitale questo aprico quartiere fondato oggi XVIII Febbraio MCMXX”

Concordia o Remuria? I nomi scartati per la Garbatella

Il quartiere giardino fu completato intorno agli anni ’30 e iniziò a riempirsi di abitanti, soprattutto al fine di accogliere le famiglie provenienti dalla Spina di Borgo, sfollate per permettere la costruzione di Via della Conciliazione, fra Castel Sant’Angelo e San Pietro. A loro si aggiunsero i cittadini provenienti dall’attuale Via Fori Imperiali, che all’epoca ospitava – appunto – delle abitazioni.

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Eppure la borgata, che iniziava a popolarsi, non aveva ancora un nome. Si discusse a lungo sulla possibilità di chiamare la nuova zona “Concordia”, come ad auspicare un nuovo periodo di pace. Un’altra proposta fu di attribuirle un nome riferito al mito di Romolo e Remo, cioè “Remuria”: era quello in fatti il nome del luogo dove Remo avrebbe voluto fondare la nuova città. In realtà il nome “Garbatella” finì semplicemente per imporsi, senza particolari spiegazioni, attraverso l’utilizzo nella quotidianità da parte degli abitanti stessi. Per questo il mistero si infittisce sulla Garbatella e sull’origine del suo nome.

La leggenda della “garbata e bella” ostessa, fra realtà e fantasia

C’è da fare una premessa: prima della costruzione della borgata, tutta la zona era deputata quasi esclusivamente al passaggio dei pellegrini che percorrevano Via delle Sette Chiese per raggiungere la Basilica di San Paolo. Dunque, naturalmente, l’area abbondava di osterie e trattorie. Ebbene si dice che uno di questi locali fosse proprietà di una donna avvenente e molto brava a trattare con gli avventori. Una donna “garbata” e “bella”, appunto: l’unione delle due parole – o anche di “garbata” e “ostella” – le valse il soprannome di Garbatella e la zona prese a sua volta questo nome in memoria di questa donna e della sua osteria – evidentemente entrambe molto amate dagli avventori.

Ovviamente si tratta di leggenda, sebbene ci siano alcuni piccoli indizi nel mondo reale a stuzzicare la fantasia. Innanzitutto, passeggiando nei pressi di Piazza Bonomelli, osservate bene il lotto 27 e su una delle facciate troverete un mezzobusto femminile. Si dice che quello sia il ritratto della famosa ostessa, che si chiamava Maria, o forse Carlotta – proprio come la fontana che si trova nei pressi, ai piedi della cosiddetta “scala degli innamorati”. Coincidenze? Probabilmente sì! Tuttavia questa leggenda sopravvive e fa sognare un poco chiunque passi fra i lotti della bella e rossa Garbatella.