Dal 6 al 14 giugno, Fortezza Est ospita “Larp da camera 2026”: quattro esperienze immersive tra gioco, teatro e storie condivise.
Dal 6 al 14 giugno, Fortezza Est ospiterà “Larp da camera 2026”, una rassegna dedicata al live action role playing in una forma intima, narrativa e partecipata. A Torpignattara, lo spazio culturale romano diventa luogo di gioco, teatro e immaginazione condivisa, con quattro esperienze immersive firmate da giovani autori under 35 e pensate per coinvolgere direttamente il pubblico nella costruzione della storia.
A Fortezza Est il pubblico entra dentro la narrazione con Larp da camera 2026
Non più spettatori seduti davanti a una scena, ma di partecipanti attivi chiamati a interpretare ruoli, prendere decisioni, costruire relazioni e modificare l’andamento del racconto. È questa la logica del larp da camera, una forma di live action role playing che unisce teatro d’improvvisazione, gioco di ruolo, scrittura collettiva e pratiche immersive.
La rassegna, promossa da Eryados ETS e ospitata da Fortezza Est, spazio indipendente di via Francesco Laparelli 62, si inserisce nel panorama delle sperimentazioni culturali romane che lavorano sulla prossimità, sull’accessibilità e sulla partecipazione. Il quartiere di Torpignattara non è solo un semplice sfondo: diventa parte di un’idea di cultura radicata nel territorio, capace di trasformare uno spazio teatrale in laboratorio di immaginazione, memoria e comunità.
Il progetto punta soprattutto sui nuovi linguaggi e sulle nuove generazioni, ma si rivolge anche a chi si avvicina per la prima volta a questo tipo di esperienze immersive. Ogni appuntamento sarà infatti accompagnato da un laboratorio introduttivo sugli strumenti narrativi del larp e della scrittura immersiva.
Il programma completo
Larp da Camera 2026 si apre il 6 giugno con Torrebruma Chamber Larp di Elena Bianco, adattamento dell’universo narrativo di Torrebruma: i partecipanti diventano studenti di una scuola di magia contemporanea, chiamati a cooperare e a costruire legami.
Il 7 giugno arriva Senza Traccia di Federico Yang Maoloni, ambientato nella Cina occupata durante l’invasione giapponese: una galleria d’arte e la scomparsa di un dipinto diventano il punto di partenza per interrogarsi su memoria, identità culturale e modernità.
Il 13 giugno, con I need a hero…?, Miranda Angeli propone un gioco metanarrativo sugli archetipi letterari, intrappolati nei ruoli assegnati e pronti a ribellarsi al proprio destino. Si chiude il 14 giugno con Fiabe dalla Fine di Chiara Avellis, un’esperienza poetica sospesa tra memoria e oblio.
Photo Credits: Federico Yang Maoloni
