Alle porte di Rieti c’è un luogo che sembra appartenere più a una leggenda che al paesaggio reale: la chiesa sommersa di San Vittorino.
Alle porte di Rieti c’è un luogo che sembra appartenere più a una leggenda che al paesaggio reale: la chiesa sommersa di San Vittorino. Acqua, rovine e vegetazione hanno trasformato questo antico edificio religioso in quello che è ormai uno scenario sospeso nel tempo. Ma è proprio ciò che oggi lo rende tanto affascinante potrebbe comprometterne il futuro: la chiesa continua lentamente a sprofondare.
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San Vittorino, la chiesa sommersa vicino Rieti
Andiamo con ordine e partiamo dal principio. La chiesa di Santa Maria in Vittorino sorge nei pressi delle Terme di Cotilia, nel comune di Cittaducale, ed è conosciuta anche come “chiesa nell’acqua” o “chiesa che sprofonda”. Il luogo era considerato sacro già nell’antichità e qui, secondo la tradizione, nel 96 d.C. subì il martirio San Vittorino di Amiterno.
L’edificio attuale fu profondamente ampliato tra il 1608 e il 1613 ma oggi il tetto non esiste più, mentre restano le mura perimetrali e la monumentale facciata in calcare giallo. Una sorgente sotterranea sgorga direttamente dal pavimento, allagando l’interno e facendo defluire l’acqua attraverso il portale d’ingresso: uno spettacolo che, insieme alla vegetazione cresciuta tra le rovine, crea un’atmosfera quasi surreale.
Già nell’Ottocento il terreno cominciò a cedere e l’acqua invase progressivamente la chiesa, costringendo i fedeli ad abbandonarla. Il fenomeno è legato alla falda molto superficiale e ai sinkhole caratteristici della zona, probabilmente aggravati dal terremoto del 1703.
Dopo il crollo del tetto furono effettuati interventi urgenti negli anni Ottanta, ma il recupero completo non arrivò mai. San Vittorino continua ancora oggi lentamente a sprofondare: non sappiamo se e quando scomparirà, ma è proprio questa fragilità a rendere il luogo tanto straordinario quanto prezioso.
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