Dalle rive del Nilo ai Castelli Romani, passando per la Prima Guerra Mondiale. È una storia sorprendente quella del Castello De Farro, uno degli edifici più affascinanti e meno conosciuti di Rocca di Papa, che oggi torna ad accogliere ospiti grazie all’apertura di una nuova struttura ricettiva all’interno del complesso storico.

Dopo oltre cento anni di storia, una parte dell’imponente castello che domina la strada verso il Santuario della Madonna del Tufo apre infatti le sue porte ai viaggiatori con “Al Castello De Farro”, una nuova proposta di ospitalità che permette di soggiornare in un luogo dove architettura, memoria e solidarietà si intrecciano in modo unico.

Un castello nato da un sogno tra Egitto e Castelli Romani

La storia del Castello De Farro affonda le sue radici nei primi anni del Novecento e ha come protagonista Ernesto De Farro, ingegnere piemontese che costruì la propria fortuna in Egitto partecipando ad alcune delle più importanti opere infrastrutturali dell’epoca.

Tra i progetti che contribuirono a renderlo celebre figura la realizzazione della prima diga di Assuan, una delle opere più ambiziose lungo il Nilo, oltre alla costruzione di ospedali, alberghi ed edifici pubblici che accompagnarono il processo di modernizzazione del Paese nordafricano.

Fu proprio durante gli anni del suo maggiore successo professionale che De Farro maturò l’idea di realizzare a Rocca di Papa un’opera destinata a lasciare un segno profondo nel territorio.

Il voto dopo la guerra e la nascita del castello

Ferito durante la Prima Guerra Mondiale e assistito dalle Suore Elisabettine di Padova, Ernesto De Farro fece un voto: destinare parte delle proprie ricchezze a un’opera di accoglienza e solidarietà.

Da quella promessa nacque nel 1925 il castello che ancora oggi porta il suo nome. Un edificio caratterizzato da un originale stile gotico-orientale, impreziosito da elementi architettonici arabeggianti, terrazze panoramiche e dettagli che raccontano il forte legame tra il fondatore e l’Egitto.

Secondo le cronache dell’epoca, i cittadini di Rocca di Papa osservavano con stupore il cantiere, animato da maestranze specializzate provenienti anche dall’Egitto e coinvolte direttamente da De Farro nella costruzione della sua visionaria dimora.

Un luogo di accoglienza per vedove, orfani e famiglie in difficoltà

Se inizialmente il castello fu concepito come residenza estiva dell’ingegnere, ben presto assunse una funzione sociale di grande valore.

Gestito dalle Suore Elisabettine, il complesso divenne infatti un rifugio per vedove di guerra, orfani e madri in difficoltà, senza distinzione di appartenenza religiosa o politica. Nel tempo ospitò anche un innovativo ambulatorio chirurgico e una cucina destinata alla distribuzione di pasti ai più bisognosi.

La struttura venne considerata una delle opere benefiche più importanti dei Castelli Romani, ottenendo il riconoscimento delle istituzioni dell’epoca e trovando spazio nelle principali guide storiche degli anni Trenta.

Ancora oggi tra i marmi e le pareti del castello è possibile leggere alcune delle epigrafi volute dal fondatore, tra cui la celebre frase: «Dal Martirio a questa Pace».

Oggi il Castello De Farro apre al turismo esperienziale

A distanza di un secolo, il Castello De Farro continua a mantenere viva la propria vocazione all’accoglienza. Con l’apertura di “Al Castello De Farro”, inserito nel circuito Castelli Romani Living, i visitatori hanno la possibilità di soggiornare all’interno di un contesto storico unico, immersi nell’atmosfera di una dimora che custodisce una delle storie più affascinanti del Lazio.

L’iniziativa punta a valorizzare il patrimonio culturale di Rocca di Papa attraverso una forma di turismo esperienziale che consente di vivere da vicino un luogo ricco di memoria, attraversando gli stessi ambienti che per decenni hanno rappresentato un simbolo di solidarietà e accoglienza.

Un viaggio nel tempo che parte dall’Egitto, attraversa le trincee della Grande Guerra e arriva fino ai Castelli Romani, dove il Castello De Farro continua ancora oggi a raccontare la sua straordinaria storia.