A Carsoli c’è una chiesa medievale che sembra uscita da un fantasy: Santa Maria in Cellis, tra draghi, grifoni e antichi simboli scolpiti.

loading

A Carsoli, a poco più di un’ora da Roma, c’è un luogo nel quale il tempo sembra aver lasciato aperta una porta sul fantastico: è la chiesa medievale di Santa Maria in Cellis, un edificio dalla storia millenaria che custodisce un sorprendente universo scolpito nella pietra. Draghi, grifoni e creature simboliche trasformano i suoi portali in qualcosa che sembra uscito dalle pagine di un romanzo fantasy.

LEGGI ANCHE: Cosa fare domenica 6 settembre gratis a Roma

Santa Maria in Cellis, la chiesa medievale che custodisce mille anni di storia alle porte di Carsoli

La storia della chiesa affonda le radici addirittura nel X secolo, quando la costruzione viene attribuita ai Camaldolesi di San Romualdo. In seguito il conte Rainaldo dei Marsi fece restaurare il complesso e vi aggiunse un monastero. Tra il 1048 e il 1057 Santa Maria in Cellis divenne anche cattedrale di una parte della Diocesi dei Marsi. Nel 1902 fu infine dichiarata monumento nazionale.

LEGGI ANCHE: Rieti, la libreria nella chiesa sconsacrata: un luogo unico tra libri e affreschi

Il suo monumentale aspetto mescola gli stili di epoche differenti: la facciata venne ricomposta nel Cinquecento in stile tardo-rinascimentale, ma conserva ancora l’antico portale scolpito.

È proprio avvicinandosi al portale che Santa Maria in Cellis mostra il suo lato più spettacolare. Dagli stipiti spuntano piccoli draghi, mentre altri rami sembrano proseguire dalle code di grifoni; compaiono inoltre leoni, galli e draghi alati, una vera sintesi del bestiario romanico.

Il tesoro più prezioso è però legato al 1132: le antiche imposte lignee del portale, intagliate da un artista anonimo e decorate con scene della vita di Maria. Oggi, per ragioni di conservazione, sono custodite nel Museo d’Arte Sacra della Marsica di Celano.

Infine, il robusto campanile quadrato, con bifore e trifore, completa uno dei monumenti medievali più affascinanti del territorio carseolano. Un luogo da non perdersi assolutamente.

Photo Credits: Annarita Canalella