Lo sapevi che a Caprarola c’è una stanza risalente al XVI secolo che rappresentava il Google Maps dell’epoca?
A Caprarola, nel cuore della Tuscia, esiste una stanza che sembra anticipare di secoli il nostro modo di guardare il mondo. Non utilizzava schermi, satelliti o app, ma nel Cinquecento permetteva di viaggiare con gli occhi tra terre, mari, città e cieli lontani. Un ambiente spettacolare, custodito dentro uno dei palazzi più sorprendenti del Rinascimento italiano.
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Caprarola e la Tuscia protagoniste a “Ulisse”: le meraviglie di Palazzo Farnese
Caprarola e la Tuscia sono tornate sotto i riflettori grazie alla puntata di Ulisse, il piacere della scoperta, andata in onda ieri, 18 maggio, su Rai 1. Alberto Angela ha attraversato alcuni luoghi simbolo della provincia di Viterbo, da Nepi a Caprarola, seguendo il racconto della vita di Lucrezia Borgia, figura controversa e affascinante del Rinascimento.
In questo itinerario tra storia, arte e leggenda, Palazzo Farnese ha avuto un ruolo perfetto: non semplice sfondo, ma vero concentrato di ambizione politica, cultura visiva e spettacolo architettonico. Il palazzo racconta il potere dei Farnese, ma anche il gusto di un’epoca in cui arte, geografia e conoscenza erano strumenti di prestigio.
Palazzo Farnese nasce come fortezza militare e solo dopo viene trasformato in una residenza rinascimentale di lusso. La sua forma imponente conserva ancora questa doppia anima: edificio difensivo e villa scenografica.
Tra le meraviglie più celebri c’è la Scala Regia, una scala elicoidale così ampia e comoda che, secondo la tradizione, il cardinale Alessandro Farnese poteva percorrerla persino a cavallo o in portantina.
Ma il vero colpo di scena è la Sala del Mappamondo. Qui le pareti mostrano il mondo conosciuto nel Cinquecento, mentre il soffitto si apre sulle costellazioni. Per l’epoca era una straordinaria macchina visiva: una sorta di “Google Maps” rinascimentale, in grado di trasformare la geografia in spettacolo e il sapere in meraviglia.
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