A Roma il caldo dell’estate è esasperante e talvolta addirittura insopportabile: scopri qual è la mappa dei quartieri più bollenti.

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A Roma il caldo non colpisce tutti i quartieri nello stesso modo. Tra asfalto, cemento, traffico e scarsità di alberi, alcune zone della Capitale trattengono il calore molto più a lungo, trasformandosi in vere fornaci urbane. Le temperature possono cambiare sensibilmente anche spostandosi di pochi chilometri: scopriamo quindi quali caratteristiche rendono un’area più rovente e perché il fenomeno preoccupa sempre di più.

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Roma da bollino rosso: quali sono i quartieri dove il caldo si fa più intenso

Andiamo con ordine e partiamo dal principio. I dati raccolti dalla campagna “Che caldo che fa” di Legambiente delineano una situazione critica. Negli ultimi dieci anni, l’80% dei quartieri romani ha registrato temperature diurne al suolo comprese tra 30 e 45 gradi, mentre nel 12% delle zone analizzate sono stati superati persino i 45 gradi. Le aree più bollenti sono soprattutto quelle densamente costruite, ricoperte da asfalto e cemento e caratterizzate da una minore presenza di alberi, parchi e superfici permeabili.

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La maglia nera indicata da Legambiente va all’Alessandrino, penalizzato dalla carenza di alberature e dalla limitata presenza di verde urbano. Tra le altre aree critiche figurano Casetta Mistica, con una temperatura media diurna al suolo di 47,12 gradi, Omo-Torre Spaccata, con 46,85 gradi, e Tor Sapienza, dove si raggiungono mediamente 46,44 gradi. Anche Torre Angela risulta particolarmente esposta, soprattutto per l’elevato numero di residenti che vive in un’area densamente costruita.

Alla base delle differenze c’è il fenomeno dell’“isola di calore urbana”: edifici, strade e piazzali assorbono l’energia solare durante il giorno e la rilasciano lentamente, impedendo alle temperature di diminuire anche dopo il tramonto. Le zone con poco verde e forte urbanizzazione risultano quindi più roventi rispetto ai quartieri vicini a parchi, riserve naturali o aree meno edificate.