Roma, nuova ondata di caldo record in arrivo con un nuovo El Niño. Come cambierà il cilma della Capitale nelle prossime settimane?
Il caldo che ha segnato finora l’estate 2026 potrebbe essere soltanto l’inizio di una fase climatica ancora più difficile: il nuovo El Niño si sta rafforzando nel Pacifico e le proiezioni descrivono uno scenario potenzialmente eccezionale, capace di amplificare temperature e fenomeni estremi. Anche Roma potrebbe risentirne, con effetti sulle stagioni, sulla vita quotidiana e sull’equilibrio urbano. Nei prossimi mesi capiremo quanto.
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Caldo record a Roma, un El Niño fuori scala verso il 2027: come può cambiare il clima della Capitale
Andiamo con ordine e partiamo dal principio. Alla data di oggi, 27 luglio, gli indicatori mostrano con certezza la presenza di un riscaldamento del Pacifico tropicale. Secondo le previsioni, esiste il 40% di probabilità che entro fine anno si sviluppi un El Niño “molto intenso”, destinato a persistere fino all’aprile 2027. Alcuni modelli ipotizzano valori superiori al record del 2015-2016.
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Il fenomeno si sommerebbe al riscaldamento globale: il 2027 potrebbe diventare l’anno più caldo mai registrato, con temperature fino a 1,7 °C sopra i livelli preindustriali e un rischio maggiore di eventi estremi.
El Niño non determina da solo il meteo della Capitale, ma può amplificare tendenze già presenti. Per Roma tutto ciò potrebbe tradursi in estati più lunghe, picchi di calore, afa persistente e notti tropicali, soprattutto quando a dominare è l’anticiclone africano.
Ai periodi secchi potrebbero alternarsi sempre più temporali brevi e violenti, con piogge concentrate su terreni arroventati. E alle questioni puramente ambientali vanno aggiunti lo stress per le persone fragili, i consumi energetici e la pressione su acqua, alberature e trasporti. Le prime proiezioni per l’estate 2026 indicavano caldo e afa: il possibile “super El Niño” rende il quadro ancor più delicato e ci spinge a guardare al futuro.
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