A Roma Botanical Soundscape trasforma i segnali delle piante in musica: un esperimento tra natura, tecnologia e arte per ascoltare il verde.
E se le piante avessero davvero una voce? A Roma un nuovo progetto prova a rendere udibile ciò che normalmente resta nascosto ai nostri sensi: con Botanical Soundscape, i segnali prodotti dal mondo vegetale vengono trasformati in suono e diventano parte di una performance musicale. Un esperimento tra natura, tecnologia e arte che invita a guardare – e soprattutto ad ascoltare – il verde della Capitale in maniera completamente diversa.
Roma, al Parco di San Sisto le piante diventano una partitura con Botanical Soundscape
L’appuntamento con Botanical Soundscape è per venerdì 2 ottobre alle 18 al Parco di San Sisto, in via di Valle delle Camene 11. Qui il compositore e performer Mario Russo porterà in scena una performance nata dopo un periodo di ricerca direttamente a contatto con la vegetazione del parco. Il progetto utilizza Plants Play, un dispositivo capace di rilevare le microvariazioni bioelettriche degli organismi vegetali e convertirle in frequenze udibili.
Luce, umidità, temperatura e persino il contatto umano possono modificare questi segnali. Il risultato non è quindi una melodia prestabilita, ma un paesaggio sonoro continuamente variabile. Particolare attenzione è stata dedicata a un monumentale Cedro del Libano presente nello storico Semenzaio di San Sisto.
Durante il concerto Russo utilizzerà synth, tromba e violino, affiancato da Vong alle percussioni e drum machine e da Marco Russo a chitarra e synth. Suoni elettronici, strumenti acustici e segnali delle piante finiranno così per dialogare nella stessa composizione.
San Sisto sarà soltanto il primo capitolo: l’obiettivo è costruire progressivamente una mappa sonora vegetale di Roma, coinvolgendo parchi, giardini e differenti specie. La composizione finale resterà inoltre accessibile tramite QR Code, trasformando il luogo in una sorta di installazione sonora permanente. L’ingresso all’evento è gratuito, con prenotazione obbligatoria.
Photo credits: Emidio Vallorani via HF4
