Un belvedere nascosto dell’Aventino svela una vista incantevole su Circo Massimo, Palatino e colli romani.

loading

Roma è una città fatta di luoghi celebri e contemporaneamente di tanti altri che restano quasi in disparte, oome nascosti dentro il paesaggio urbano: tra questi c’è un belvedere dell’Aventino che affaccia sul Palatino e apre lo sguardo verso il Circo Massimo. Non è uno dei punti panoramici più raccontati della città, eppure offre una prospettiva incredibile sull’antica valle delle corse, le rovine imperiali e i profili dei colli romani, che sembrano comporsi in un’unica scena, silenziosa e monumentale.

LEGGI ANCHE: Roma Gallery Weekend 2026: la guida completa alle 32 mostre da non perdere

Il Belvedere Romolo e Remo, lo slargo nascosto dell’Aventino

Il luogo del quale stiamo parlando è il Belvedere Romolo e Remo, uno slargo situato in via del Circo Massimo, sul colle Aventino, nel rione Ripa. Il nome richiama i due fratelli leggendari legati alla fondazione di Roma poiché secondo la tradizione, proprio in quest’area Romolo e Remo avrebbero scelto dove recarsi per osservare gli auspici, con Romolo diretto verso il Palatino e Remo verso l’Aventino.

LEGGI ANCHE: — La strada segreta del Palatino: la passeggiata più silenziosa di Roma

Oggi il belvedere appare come una sorta di “pausa urbana” affacciata su uno dei panorami più potenti della città antica. È delimitato da colonnotti in travertino uniti da catene, con panchine anch’esse in travertino e aste portabandiera. La sua forza non sta tanto nella monumentalità dell’arredo, quanto nella posizione: davanti si apre il Circo Massimo, oltre il quale emergono le rovine del Palatino, con scorci che raggiungono anche Campidoglio e Celio.

La storia del luogo è più stratificata di quanto sembri. In età romana l’area apparteneva al grande spazio del Circo Massimo; nel Medioevo divenne una zona agreste e dal 1645 ospitò il Cimitero Ebraico, noto anche come Ortaccio degli Ebrei. Oggi, invece, quello che fa è donarci uno sguardo privilegiato sul profilo di Roma che proprio da qui ci rivela ancora una volta tutta la sua straordinaria bellezza.

Photo credits: Annarita Canalella