Ogni 11 settembre, a Roma, fa ritorno il fantasma di Beatrice Cenci. Conosci la storia che c’è dietro questa leggenda?
Ogni città conosce e custodisce i propri fantasmi, ma Roma sembra averne uno legato a una data precisa. Ogni 11 settembre, secondo una delle leggende più suggestive della Capitale, è proprio il fantasma di Beatrice Cenci che torna a mostrarsi tra le ombre della città. Una storia in cui mistero, tragedia e immaginario popolare si sovrappongono, trasformando una giovane donna del Cinquecento in una presenza che, dopo secoli, continua ad affascinare Roma.
Il fantasma di Beatrice Cenci che riappare a Roma ogni 11 settembre
Andiamo con ordine e partiamo dal principio. La mattina dell’11 settembre 1599, in piazza Castel Sant’Angelo, Beatrice Cenci venne giustiziata insieme alla matrigna Lucrezia Petroni e al fratello Giacomo per l’omicidio del padre, il conte Francesco Cenci.
Secondo il racconto, la giovane aveva subito per anni violenze e maltrattamenti dal padre, fino a quando, ormai ventiduenne, partecipò con altri familiari alla progettazione del parricidio. Dopo due tentativi falliti, Francesco Cenci morì nel settembre 1598. Le successive indagini portarono agli arresti, alle torture e infine alla confessione. Il processo divise profondamente il popolo romano, che conosceva le sofferenze patite dalla giovane.
Ed è qui che la storia lascia spazio alla leggenda. Ogni 11 settembre, di notte, Beatrice tornerebbe nei pressi di Ponte Sant’Angelo, proprio nella zona legata alla sua esecuzione.
La tradizione popolare la descrive mentre cammina malinconicamente con abiti turchesi, un mantello argentato e la testa mozzata stretta tra le mani. Un’apparizione macabra, ma anche profondamente malinconica, diventata uno dei racconti di fantasmi più celebri della Capitale.
Anche perché la leggenda aggiunge un ultimo particolare inquietante: i due boia coinvolti nella condanna sarebbero morti poco dopo in circostanze violente o misteriose.
Non sappiamo dove finisce la storia e dove comincia la leggenda. Ma una cosa è certa: più di quattro secoli dopo, Beatrice Cenci continua simbolicamente a tornare nella Roma che assistette alla sua fine.
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