A Villa Adriana, a Tivoli, si nasconde l’Albero Bello: un olivo unico in Italia, vecchio di 600 anni e custode della storia tiburtina.

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Tra le meraviglie archeologiche di Villa Adriana, a Tivoli, si nasconde un monumento naturale capace di attraversare i secoli: il suo nome è Albero Bello”, ha circa 600 anni e rappresenta un’autentica rarità nel panorama italiano. Le sue radici affondano non solo nella terra, ma nella vera storia storia del territorio tiburtino e la sua presenza è in grado di sorprendere chi visita l’antica residenza imperiale alla ricerca dei suoi tesori meno conosciuti.

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L’Albero Bello di Villa Adriana: un olivo di 600 anni geneticamente unico

Andiamo con ordine e partiamo dal principio. L’Albero Bello è un olivo monumentale che cresce tra i resti della villa costruita a Tivoli dall’imperatore Adriano. Nei suoi sei secoli di vita ha assistito alle trasformazioni del paesaggio, diventando un silenzioso custode della memoria di uno dei siti archeologici più importanti al mondo.

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La sua eccezionalità, però, non dipende soltanto dall’età. Le analisi genetiche hanno infatti individuato caratteristiche che renderebbero l’olivo un esemplare unico nel panorama nazionale. Un patrimonio di biodiversità che testimonia la straordinaria ricchezza della tradizione olivicola italiana.

Attorno all’Albero Bello si estende inoltre l’uliveto storico di Villa Adriana, composto da quasi 3.000 piante appartenenti a nove diverse cultivar, alcune particolarmente rare.

Photo Credits: Alessia Malorgio

L’Istituto Villa Adriana e Villa d’Este, diretto da Alberto Samonà, vuole ora restituire centralità a questo grande patrimonio agricolo. Dopo la produzione sperimentale del primo olio extravergine ottenuto dagli ulivi del sito, il progetto entrerà in una fase più strutturata attraverso una collaborazione tra pubblico e privato.

L’obiettivo è quello di unire la tutela del paesaggio storico con la sostenibilità ambientale e lo sviluppo delle filiere locali. Saranno valorizzati anche il vigneto di Villa d’Este, il Giardino dei Semplici del Santuario di Ercole Vincitore, l’apicoltura e un orto ispirato alle coltivazioni dell’età romana.

Photo Credits: Shutterstock, Alessia Malorgio