Acqua marrone sul litorale laziale: i bagnanti preoccupati, mentre arrivano le analisi ufficiali che rivelano a cos’è dovuta.

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Chi aveva sognato un ferragosto nel quale concedersi un bagno tra l’acqua limpida e i riflessi azzurri del Tirreno è rimasto deluso: negli ultimi giorni, lungo diversi tratti del litorale laziale, il mare ha assunto insolite tonalità dal colore marrone, giallastro o rossastro, accompagnato in alcuni casi da schiume in superficie. Un fenomeno che ha subito attirato l’attenzione dei bagnanti e alimentato dubbi sulla qualità delle acque. La causa è però stata subito individuata: dietro quelle colorazioni c’è una microalga.

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Le analisi di ARPA Lazio sull’acqua marrone del litorale laziali: non c’è contaminazione batterica

Il fenomeno, segnalato dalla fine di luglio da Scauri a Latina, da Torvaianica a Montalto di Castro e poi nell’area di Sperlonga e Fondi, ha spinto ARPA Lazio ad avviare campionamenti e analisi.

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I controlli microbiologici hanno rilevato valori di Escherichia coli ed Enterococchi entro i limiti di legge, escludendo contaminazioni batteriche. Gli esami sulle alghe hanno invece confermato una fioritura: oltre il 50% del “mix” individuato nei campioni è composto da Fibrocapsa japonica.

Questa microalga prolifera soprattutto con mare stabile, temperature elevate, forte irraggiamento solare e presenza di nutrienti. In estate può colorare la fascia costiera dal marrone-giallastro fino al rosso ruggine e contribuire alla formazione di schiume.

Secondo ARPA, il fenomeno in questione non impedisce il normale svolgimento della balneazione e non rappresenta in genere un rischio igienico-sanitario diretto per le persone.

Fibrocapsa japonica, per quanto praticamente innocua per l’uomo, è però un’alga potenzialmente ittiotossica chepuò danneggiare pesci e molluschi. Per prudenza, l’Agenzia consiglia tuttavia di evitare il contatto diretto con le formazioni schiumose, che possono trattenere microrganismi o altre sostanze irritanti.

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