In Piazza Capo di Ferro a pochi passi da Piazza Campo de’ Fiori si nasconde una piccola perla del centro di Roma: Palazzo Spada. All’interno un vero e proprio capolavoro di Francesco Borromini: la galleria prospettica.

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In Piazza Capo di Ferro a pochi passi da Piazza Campo de’ Fiori si nasconde una piccola perla del centro di Roma: Palazzo Spada. All’interno un vero e proprio capolavoro di Francesco Borromini: la galleria prospettica.

Roma è sempre in grado di sorprendere con le sue perle nascoste. Palazzo Spada, in Piazza Capo di Ferro non è un’eccezione di questa regola, un vero e proprio gioiello nel cuore del centro di Roma, a pochi passi da Piazza Campo de’ Fiori. Basta varcare le porte del palazzo per ritrovarsi catapultati in un’atmosfera barocca, fatta di dipinti, arte e architettura.

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Una raccolta di dipinti celebri in tutto il mondo in un angolo nascosto della capitale

All’interno di Palazzo Spada sono numerosi i dipinti che decorano le pareti dell’edificio, molti dal valore artistico elevatissimo. Oltre a contribuire a rendere l’atmosfera barocca sempre più presente, elemento già coinvolgente grazie all’architettura circostante, i dipinti esposti nella Galleria Spada portano firme eccellenti, da Artemisia Gentileschi al Parmigianino, passando per Guido Reni e Tiziano.

Il percorso si struttura in quattro sale, ciascuna delle quali nasconde la sua particolarità. A cominciare dalla prima, la Stanza dei Papi, così chiamata a causa delle cinquanta iscrizioni illustranti la vita di alcuni pontefici. Nella seconda e nella terza sala, progettate dall’architetto Paolo Maruscelli, si trovano le opere della collezione personale di Bernardino Spada, mentre la quarta ospita esclusivamente opere di scuola caravaggesca.

La galleria prospettica di Borromini

Il vero e proprio tesoro di Palazzo Spada non può che essere la galleria prospettica di Francesco Borromini, che ricevette l’incarico di rinnovare il palazzo nel XVII secolo proprio da Bernardino Spada.

Francesco Borromini, però, non si limitò a questo e costruì il suo personale gioiello. Il corridoio prospettico che realizzò nel cortile di Palazzo Spada è un trompe-l’oeil perfetto, che induce lo spettatore a pensare che la statua in fondo sia a grandezza naturale, quando è alta solamente 60 centimetri, creando un effetto reale di falsa prospettiva.

Dietro alla decisione di realizzare questa illusione c’è la volontà di Spada, che attraverso l’arte di Borromini voleva comunicare un messaggio religioso. Il parallelismo che voleva suscitare è quello tra la vita di tutti i giorni, in cui l’uomo illude i propri sensi, e la vita religiosa, l’unica via di salvezza.