Paola Ferrari, la depressione post-parto e l’utero in affitto

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A 56 anni, il desiderio di maternità in Paola Ferrari non si è affievolito: la giornalista sportiva, madre di Alessandro (17) e Virginia (16), starebbe […]
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A 56 anni, il desiderio di maternità in Paola Ferrari non si è affievolito: la giornalista sportiva, madre di Alessandro (17) e Virginia (16), starebbe pensando col marito Marco De Benedetti ad un terzo figlio.

 

Intervistata da Vanity Fair Paola Ferrari ha infatti raccontato che, sebbene la questione sia molto delicata, se lei e il marito decidessero concretamente di avere un altro bambino, non escluderebbe di certo la maternità surrogata.

“Conosco tante che vorrebbero essere madri senza riuscirci, vedo la loro sofferenza – ha infatti dichiarato al settimanale – Si sentono incomplete, hanno mariti che, nel migliore dei casi, soffrono in silenzio, e questo si ripercuote anche sul rapporto di coppia”.

La conduttrice di 90° minuto ha confessato di aver portato a termine due gravidanze molto difficili e di aver sofferto di depressione post-parto:

“Sono stata malissimo fisicamente, ho anche attraversato una depressione. Non vedevo l'ora che finissero, il che non significa che non ami i miei figli o che li ami di meno. E come me, ce ne sono tante altre. Il problema è che abbiamo paura di ammetterlo perché noi donne siamo ancora prigioniere dei pregiudizi. Ci si aspetta che soffriamo e partoriamo senza un lamento né un limite al dolore”.

 

Poi qualche anno fa il desiderio di essere ancora mamma e la delusione di non riuscirci. Alcune sue amiche americane – ha raccontato ancora Paola Ferrari a Vanity Fair – le hanno parlato dell'utero in affitto e lei è andata a Los Angeles per prendere maggiori informazioni.

Le volontarie “vivono la gravidanza con naturalezza, condividendola con la propria famiglia, che partecipa. Vengono pagate, ma il denaro non è l'unica motivazione: si sentono utili e hanno il piacere di fare un dono così importante. Lo scopo è nobile, non c'entra nulla con la prostituzione. Comunque – ha concluso – l'incontro con la surrogata è il passaggio più delicato di tutto il percorso. E infatti lì per ora mi sono fermata. Ma non è detto che non decida di andare avanti, in un futuro prossimo”.

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