Tiberio Timperi denunciato dal Codacons per una frase sui calabresi: come ha risposto il conduttore

E' costata casa una battuta sui calabresi a Tiberio Timperi denunciato dal Codacons per razzismo, ma il conduttore non ci sta e replica così
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È bufera su Tiberio Timperi, reo di aver fatto una battuta sui calabresi durante Uno Mattina in Famiglia, che conduce al fianco di Monica Setta. Il conduttore è finito nel mirino di Klaus Davi, consigliere comunale di San Luca, che ha presentato un esposto in procura, e del Codacons che lo accusa di razzismo. Il professionista però non ci sta e si difende su Instagram.

Tiberio Timperi ha offeso i calabresi

Ma cosa è successo? Durante la popolare trasmissione Rai, un concorrente di Crotone chiama per partecipare a un gioco sulla musica leggera italiana. Risponde esattamente alla prima domanda e decide di proseguire con la successiva, dicendosi certo di un aiuto dei conduttori.

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Di fronte alla richiesta del telespettatore, Tiberio Timperi ha commentato con una battuta ironica sui calabresi: “Se non ti aiutiamo andremo a fare i piloni della Salerno – Reggio Calabria” ha esclamato. Un chiaro riferimento alle vittime di lupara bianca ad opera della ‘Ndrangheta.

tiberio timperi calabresi
Foto: Facebook

La gag però non è piaciuta a Klaus Davi che ha presentato un esposto contro la Rai per un episodio – non isolato, precisa – che ritiene “increscioso e non degno del servizio pubblico”.

Sul piede di guerra anche il Codacons: per l’associazione che difende i consumatori, Timperi si è reso colpevole di una “intollerabile battuta razzista” perché “in questo modo si attribuisce a tutti i calabresi, indistintamente, comportamenti mafiosi”.

La replica di Tiberio Timperi

Finito nel vortice mediatico con accuse di razzismo verso i calabresi, Tiberio Timperi ha rotto il silenzio e ha deciso di replicare con un lungo post su Instagram.

“Leggo che avrei offeso una regione italiana. Una regione che come tutte le altre mi appartiene e che mai mi sognerei di offendere (…) Io ho rispetto. Per la Calabria e per i calabresi. Per quelli rimasti e per quelli che da generazioni non si sono fermati davanti a niente” esordisce il conduttore.

tiberio timperi calabresi
Foto: Instagram

Poi, le scuse: “Io ho rispetto e sono qua. Perché sono calabrese, romano, laziale, toscano, trentino, pugliese. Sono un incrocio di mille contaminazioni che mi fanno italiano. Sono italiano. Innamorato della mia storia. Se qualcuno si è sentito offeso mi scuso. Ma io sono crotonese come sono romano. Come sono catanzarese, reggino, cosentino. Come sono laziale. Come sono fiorentino. Come sono vibonese. Sono italiano e non sapete quanto sia orgoglioso di esserlo”.

Basterà questo post per chiudere la vicenda?

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Leggo di essere stato denunciato per una battuta fatta ad un concorrente in trasmissione. Sia chiaro: la battuta era nei confronti della mia redazione e più in generale della Rai. Difatti se avessi favorito un concorrente, a rimetterci, come ovvio, sarei stato io. E la denuncia del Codacons, in questo caso, sarebbe stata più che opportuna. Qualcuno, per motivi che ignoro, ha travisato le mie parole. Il filmato è disponibile su Raiplay. Io sono in buonafede. Spiace leggere che avrei offeso una regione italiana. Una regione che come tutte le altre mi appartiene e che mai mi sognerei di offendere. Io ho rispetto. Per la Calabria e per i calabresi. E per tutte le altre regioni e le sue genti. Sono calabrese, romano, laziale, toscano, trentino, pugliese, siciliano, campano, lucano, umbro, ligure, molisano, lombardo, veneto, piemontese, emiliano, sardo, abruzzese, marchigiano. Sono un incrocio di mille contaminazioni che mi fanno italiano. Sono italiano. Innamorato della mia storia. E orgoglioso di esserlo. Se qualcuno si è sentito offeso mi spiace.

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