‘Con fuoco’ è il nuovo album di queste due musiciste tra le più rappresentative del panorama jazzistico nazionale ed europeo, alla vigilia del loro tour ‘live’ che prenderà il via sabato prossimo, 6 giugno 2026, in quel di Taranto, nel corso del ‘Map Festival’ presso il Roof Garden di Palazzo Troilo

Daniela Spalletta e Stefania Tallini sono due musiciste accomunate da background accademici e percorsi artistici affini, che si sono incontrate al crocevia di alcune passioni comuni: jazz, repertorio antico e cameristico, musica contemporanea e tradizionale, brani originali. Il tutto esplorato e rielaborato attraverso un ampio ricorso al linguaggio dell’improvvisazione. Nel loro materiale musicale classico – fra gli autori trattati: Vivaldi, Berio, Villa-Lobos – centrali risultano l’attenzione al ‘melos’ e al gusto ‘belcantistico’ delle arie, nonché gli aspetti linguistici e fonetici. In particolare, l’italiano, depositario della grande eredità classica dell’opera e del melodramma e il siciliano, lingua madre della Spalletta, trattato con perizia tecnica e cura dei parametri stilistici, ma restituito all’ascoltatore trasformato attraverso il filtro del jazz contemporaneo e delle musiche folk provenienti da diversi luoghi del mondo. In tale contesto, le composizioni originali delle due musiciste si integrano con naturalezza, apportando una prospettiva personale e contemporanea. Il risultato è un concertare multiforme, in cui epoche ed estetiche, seppur lontane nel tempo e nello spazio, dialogano creando un gioco di rimandi dall’imprevedibile divenire. Dal 24 aprile scorso è disponibile il loro nuovo album, dal titolo ‘Con fuoco’: un prodotto per palati musicali ‘sopraffini’, da autentici intenditori, dal quale è stato estratto il singolo ‘Alfonsina y el mar’, di cui vi presentiamo, in anteprima esclusiva, il videoclip. Di seguito, anche una splendida ‘intervista-dibattito’ con queste due artiste con la ‘A’ maiuscola.

Daniela Spalletta e Stefania Tallini, innanzitutto toglietemi una curiosità: perché dal vostro album, ‘Con fuoco’, avete deciso di estrapolare, come primo singolo, ‘Alfonsina y el mar’, un brano dedicato ad Alfonsina Storni, la grande poetessa socialista della prima metà del secolo scorso?

Daniela Spalletta: “La scelta di ‘Alfonsina y el mar’ è dipesa, principalmente, dalla potenza melodica e lirica di questo brano. Una sintesi del pensiero che ci ha naturalmente guidate durante la selezione del repertorio: una ricerca transtilistica sul ‘melos’ e sugli aspetti fonetici e linguistici dei testi, declinata attraverso epoche ed estetiche assai diverse. D’altro canto, la poetica di Alfonsina Storni è un intreccio di romanticismo, modernismo e avanguardia, pionieristica sui temi del femminismo latinoamericano. Costituisce un’attualissima fonte di ispirazione artistica”.

Stefania Tallini: “Inoltre, si tratta di una melodia meravigliosa, con una forza sorprendente, che spinge il cuore verso una dimensione profonda, piena delle mille cose che compongono l’animo umano: la nostalgia, il dolore, la speranza, l’amore, la rinuncia, le domande, la tenerezza, il mistero della vita. La forza della melodia è la stessa che ci ha fatte incontrare in questo cammino artistico. Essa è il ‘fil rouge’ che scorre attraverso tutto l’album e che ci ha guidate nella scelta dei brani. ‘Alfonsina y el mar’ li racchiude tutti in un’unica sintesi: quella di un appassionante cammino insieme, alla costante ricerca del nostro ‘fuoco’ musicale”.

Nel videoclip viene inscenato il suicidio ‘programmato’ della Storni, come se si fosse unita a un gruppo di sirene che l’hanno accolta tra di loro: perché questa scelta?

Stefania Tallini: “Questa è stata una scelta estetica – da noi pienamente condivisa – di Giorgio Rizzo: l’autore del bellissimo videoclip. Ha voluto darne una rappresentazione non disperata, ma ‘trasformativa’, in cui il dolore può diventare altro e può essere accolto, appunto, da un gruppo di sirene per diventare, insieme a loro, quel mare infinito che tutto abbraccia”.

Daniela Spalletta: In realtà è un’immagine suggerita dal testo del brano, scritto da Felix Luna, a sua volta ispirato alla poesia ‘Voy a dormir’ della stessa Storni, che in uno dei passaggi più poetici descrive esattamente questa scena: “Cinque sirenette ti guideranno per sentieri di alghe e di corallo e fosforescenti cavalli marini faranno accanto a te un girotondo”. Il contrasto fra la potenza drammatica del gesto estremo e la delicatezza di quest’immagine fiabesca, costituisce, secondo me, uno dei momenti più intensi e commoventi del brano”.

Parlateci di voi, adesso: come avete scoperto la vostra complementarietà artistica e musicale?

Stefania Tallini: “Nel 2018, ci siamo incontrate per la prima volta al ‘Jazzit Fest’: un festival organizzato da Luciano Vanni, che aveva la caratteristica di far nascere collaborazioni inedite tra musicisti appositamente per quel contesto. E’ stato lì che abbiamo condiviso il palco per la prima volta, scoprendo un immediato feeling e tantissime affinità. Successivamente, abbiamo suonato a Piazza Armerina (En), proponendo per la prima volta quello che era il nostro progetto ‘in nuce’. Anche allora, si trattò di un’ulteriore conferma del nostro pensiero comune e del nostro modo di intendere la musica. Tutto è cominciato veramente, nella convinzione comune che non esista una separazione tra generi musicali, né di tempo, né di luogo, né di spazio. Da anni, esprimiamo entrambe la nostra musica, attraverso la contaminazione tra musica scritta e improvvisazione, oppure tra generi musicali diversi: quelli che ci hanno formate e che hanno nutrito i nostri rispettivi percorsi musicali”.

Daniela Spalletta: “Diciamo che tutto è avvenuto in maniera naturale, non appena abbiamo ‘incrociato’ le nostre ‘note’. L’affinità artistica è stata abbastanza chiara a entrambe, sin da subito. Poi, abbiamo scoperto di avere anche parecchi punti di contatto nei nostri rispettivi percorsi. Tuttavia, la complementarietà non è mai un dato scontato. Certamente, può essere modellata e cesellata e, in questo senso, il tempo e il grande lavoro fatto insieme in questi anni hanno dato un importante contributo all’affiatamento che abbiamo raggiunto”.

Dopo cinque anni di concerti e festival, finalmente avete deciso di suggellare questa vostra unione artistica realizzando l’album, ‘Con fuoco’, uscito lo scorso aprile: perché tutto questo tempo? Avevate ancora bisogno di soppesare la vostra intesa artistica?

Daniela Spalletta: “Penso si sia trattato di una naturale evoluzione del nostro progetto, più che di un bisogno di attendere o di misurare un’intesa abbastanza chiara fin dall’inizio. Il bello di essere due musiciste indipendenti, totalmente immerse nella ricerca e libere da scadenze editoriali, consiste anche nella possibilità di avere il tempo di far corrispondere ogni produzione artistica a una profonda urgenza espressiva”.

Stefania Tallini: “Non è stata, infatti, una decisione dettata da una motivazione precisa: io credo che le scelte artistiche abbiano bisogno di essere fatte nel modo più spontaneo possibile, non ‘a tavolino’ o per ‘strategia’. E così è stato in questo caso. L’album è venuto da sé, da un’esigenza profonda per entrambe e dopo un’inevitabile maturazione del progetto che, attraverso i vari concerti fatti insieme, ha sugellato la nostra grandissima intesa”.

È vero che avete raggiunto un’affinità tale, soprattutto nei vostri concerti, da permettervi lunghi tratti di improvvisazione musicale?

Daniela Spalletta: “Assolutamente sì. Ed è la cosa più entusiasmante del nostro lavoro: sorprenderci ogni volta a intraprendere nuove direzioni nei nostri dialoghi e stupirci della connessione che riusciamo a mantenere anche nei momenti di estrema libertà. Anche l’approccio alla registrazione del disco ha seguito questa linea ‘live’: in studio, abbiamo eseguito il nostro concerto eseguendo, nell’ordine, i brani del nostro repertorio, al fine di dare libero sfogo alla creatività e all’interazione”.

Stefania Tallini: “L’improvvisazione fa parte dei nostri percorsi da sempre. Il jazz, da cui anche proveniamo, è un motore incredibile per trasformare la musica in qualcosa di profondamente tuo. E questa libertà totale si può far confluire in un flusso musicale unico, anche a partire da un brano di Berio o di Vivaldi, così come abbiamo fatto. Ogni volta che suoniamo insieme è sempre una nuova avventura: una nuova ricerca verso un di più, verso un più profondo, nel continuo ascolto l’una dell’altra. Questa curiosità ci porta, ogni volta, a rischiare, a giocare e a osare proprio attraverso l’improvvisazione”.

Cosa apprezzate di più l’una dell’altra? E quali differenze vi distinguono?

Stefania Tallini: “Di Daniela, io apprezzo il perfezionismo e la cura con cui vive la musica, perché è lo stesso atteggiamento che ho io e che, secondo me, è necessario per poter esprimere il proprio profondo rispetto per quest’arte meravigliosa e per la bellezza che attraverso essa si persegue. Le nostre personalità, in realtà così simili, si incontrano su un terreno comune di ricerca musicale che, in questo progetto, dialogano con molta naturalezza e semplicità. Veniamo entrambe da un percorso accademico, jazzistico e da un interesse per la musica popolare: Daniela per quella del Medio Oriente; io per quella del Sud America. Forse, in questo c’è una diversità”.

Daniela Spalletta: “Di Stefania apprezzo molto l’impostazione disciplinata e rigorosa, che si traduce in cura e profondo rispetto della musica. Anch’io mi riconosco in questo approccio. E questa comunanza ha certamente saldato e fornito una direzione chiara alla nostra intesa artistica. Probabilmente è vero: ci distinguono i nostri interessi specifici per le musiche delle tradizioni popolari – il Medio Oriente per me, il Brasile per Stefania – che ci hanno condotte, nel tempo, ad appassionarci verso ricerche stilistiche diverse. Così come una certa attitudine al suono: più barocca, nel mio caso; più romantica, in Stefania”.

Come riuscite a capirvi ‘al volo’ durante le vostre performance dal vivo?

Daniela Spalletta: “Penso che la provenienza di entrambe dal mondo della creatività jazzistica stabilisca un terreno comune di partenza molto importante, in tal senso. L’interplay, cioè l’allenamento all’ascolto reciproco e al dialogo costante, sono alcuni dei capisaldi del jazz, di quell’approccio alla materia musicale che i grandi maestri di questa musica ci hanno tramandato, attraverso la loro opera. Ovviamente, l’intesa e la connessione che abbiamo maturato nel tempo giocano un ruolo ugualmente importante. Tuttavia, la ‘forma mentis’ dell’educazione all’ascolto impressa dal jazz è, sena dubbio, uno degli insegnamenti più importanti e rivoluzionari, che oggi ereditiamo da quella tradizione”.

Stefania Tallini: “E comunque, l’ascolto attento l’una dell’altra è l’unico modo per capirsi. Esserci, profondamente immerse nel suono che l’altra propone e rispondere con più musicalità e dialogo possibili è il vero segreto”.

Un ‘duo’ musicale composto da due donne è una formula poco tentata, soprattutto ultimamente. In genere, viene formata una coppia mista, composta da un uomo e una donna, come si faceva negli anni ’70 del secolo scorso: voi cosa ne pensate al riguardo?

Stefania Tallini: “Non c’era alcuna intenzionalità in questo: è stata la musica che ci ha fatte incontrare, non il fatto di essere due donne. Io penso che l’unica spinta che fa scegliere di suonare con un musicista non può essere altro che la musica: l’immediatezza dell’intesa e l’affinità, non il genere”.

Daniela Spalletta: “Anche perché, la nostra non è stata una scelta ‘strategica’. La musica e l’arte non possono ridursi a una questione di genere: l’unica cosa in base alla quale sia possibile costruire un progetto comune è la compatibilità artistica, la capacità e la propensione a entrare reciprocamente in dialogo e connessione profondi. Giustamente, oggi è molto forte la tendenza a ristabilire una certa equità di genere, nel mondo del professionismo in generale, non soltanto in quello musicale. Tuttavia, tale esigenza non può e non dev’essere applicata rigidamente nell’arte, né in qualunque altro settore”.

Tornando al vostro album, voi come lo descrivereste? Un lavoro elaborato a lungo? Un punto di arrivo? Un nuovo punto di partenza? E perché un titolo così ‘forte’ e passionale?

Stefania Tallini: “E’ un lavoro elaborato e trasformato continuamente, forse senza che neanche ce ne rendessimo conto, attraverso la condivisione dei tanti palchi. Sempre con l’incessante maturazione del nostro linguaggio musicale, dell’intesa e di una curiosità comune, che ci ha portate a esplorare i brani del nostro repertorio in maniera sempre più vivida e profonda. Un punto di arrivo, certo, ma anche un punto di partenza, perché in realtà questo progetto si trasforma continuamente e ci sorprende ogni volta, dipanandosi in mille possibilità sempre diverse. E’ proprio la forza di tutto questo che ci ha fatto scegliere, anche in questo caso con una sintonia immediata, il titolo ‘Con fuoco’: perché parla di noi, della nostra forte passione per la musica e del modo in cui entrambe la viviamo”.

Daniela Spalletta: “Inoltre, in musica non esiste mai un vero punto di arrivo: ogni passo costituisce sempre una ripartenza, uno slancio verso un nuovo orizzonte. Questo disco è arrivato in momento di maturità e consapevolezza del nostro duo. Ed è stato bello aver avuto il tempo e l’opportunità di lavorare molto insieme, affinché ciò accadesse. La scelta del titolo, mutuata dall’agogica musicale, ben rappresenta l’attitudine di entrambe nei confronti della musica e delle nostre reciproche interazioni: passione, energia, vigore e intensità emotiva”.

Un’ultima domanda: farete un tour per promuovere l’album, quest’estate? Dove e quanto vi potremo ‘incrociare’ ambedue?

Daniela Spalletta: “Stiamo compilando i nostri calendari. Sarà un’estate intensa per questo e altri progetti, fra concerti, interviste e attività di promozione del disco. Il prossimo concerto del nostro ‘duo’ sarà quello 6 giugno a Taranto”.

Stefania Tallini: “Sì: iniziamo sabato 6 giugno a Taranto, nel corso del ‘Map Festival’, che si tiene presso il Roof Garden di Palazzo Troilo. Poi faremo diversi concerti anche con altre formazioni, perché abbiamo entrambe un’attività molto varia. Troverete tutte le date sui nostri rispettivi siti”.

Intervista di Vittorio Lussana

LE FOTO UTILIZZATE NEL PRESENTE SERVIZIO GIORNALISTICO SONO DI PAOLO GALLETTA, CHE RINGRAZIAMO