Piero Angela, ‘se nessuno si ricorderà di me’: cosa svela il conduttore di Superquark sulla morte

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Piero Angela racconta a Vanity Fair i momenti salienti della sua carriera e parla ancora una volta della sua idea di morte, aggiungendo che non pensa di essere ricordato a lungo in futuro
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E’ uno straordinario uomo di scienza e di tv, una vera e propria istituzione italiana: Piero Angela, conduttore dell’ormai mitico Superquark, ha concesso una lunga intervista a Vanity Fair in occasione dell’uscita di Superquark+, brevi puntate del programma disponibili solo su RaiPlay.

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Piero Angela morte: “Magari nessuno si ricorderà di me”

Sempre ironico, pieno di energia e con uno sguardo lucido su passato e futuro, il 90enne Piero Angela ha parlato a tutto tondo della sua carriera, pescando da uno straordinario straordinario cassetto dei ricordi: come però fa notare l’intervistatore Mario Manca, troppo spesso ad Angela viene chiesto della sua morte. Lui ha risposto:

Sono un novantenne, per forza lo chiedono. La morte non piace a nessuno (…) Dico sempre che la vita è un’avanzata verso le pallottole e le mitragliatrici: quando sei lontano ne senti il fischio, poi, man mano che ti avvicini, è sempre più difficile cavarsela, e prima o poi ti beccano. Dobbiamo rassegnarci, ma anche vivere al meglio perché non saremo mai più giovani come in questo momento. Sono, però, d’accordo con Woody Allen che, a un giornalista che gli chiese cosa ne pensasse della morte, rispose “non ho cambiato idea. Sono decisamente contrario”. Ecco, anch’io la penso come lui”

Poi Angela si è lasciato sfuggire una profezia pessimistica su come verrà ricordato: “(…) non posso non pensare a Ruggero Orlando, che era il corrispondente della Rai a New York, un personaggio molto popolare e caratteristico. Mi sono reso conto che ormai se lo ricordano solo quelli che hanno più di 50 anni. Magari nessuno si ricorderà di me: forse i bambini, ma solo perché mi hanno visto in tv. I libri di divulgazione hanno una vita breve, quelli di letteratura sono eterni”

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