‘Non mi fermo mai’. Intervista a Cristiana Vaccaro

La surreale tata calabrese di ‘Un medico in famiglia 10’ oggi è un’attrice solida e di notevole esperienza, ormai lanciatissima verso la regia di molti […]
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‘Non mi fermo mai’. Intervista a Cristiana Vaccaro

La surreale tata calabrese di ‘Un medico in famiglia 10’ oggi è un’attrice solida e di notevole esperienza, ormai lanciatissima verso la regia di molti spettacoli, con ottimi risultati

Cristiana Vaccaro, attrice versatile e completa, nota per aver interpretato il ruolo di ‘Maddalena’ nella serie ‘Un medico in famiglia 10’ al fianco di Lino Banfi e Milena Vukotic, non è mai di riposo. Anzi, l’esperienza e la professionalità acquisita la inducono a mettere in scena tutte le idee che emergono dalla sua vulcanica vitalità. Dal dramma del bombardamento di San Lorenzo nel 1943, ai testi spiritosi e satirici di ‘UGO’, in cui monologhi in stile ‘stand up comedy’ si alternano a racconti teatrali un po’ folli, a volte surreali, per divertirsi e riflettere allo stesso tempo. Da qualche anno si cimenta anche nella regia con progetti e idee sempre originali, come il “terrazzi tour”, uno spettacolo itinerante, portato in molte case private di Roma e messo in scena sui terrazzi più suggestivi della capitale. Infine, anche il recente ‘Rumors’, uno spettacolo presentato di recente sul palco del teatro Furio Camillo insieme ai ragazzi della sua Accademia Bordeaux, che ha riscosso consensi di pubblico e critica.

Una ‘bella storia’, insomma, che dimostra come, anche in una società divenuta liquida come quella di oggi, lavorando duramente si possa riuscire a realizzare i propri sogni.

Cristiana Vaccaro, ci parli di queste ‘superserate’ intitolate UGO? Perché questo titolo? Cosa significa?

“U.G.O. è l’acronimo di ‘Unidentified gabbling object’, che letteralmente significa: ‘Oggetto parlottante non identificato’. Esattamente come l’Ufo, la ‘serata UGO’ non è del tutto identificabile. Sul palco si alternano monologhi, racconti, satire, stand up e il taglio è sempre quello dell’ironia e del sarcasmo. Possiamo definirlo un ‘comedy show’, un ‘dramedy club’: una ‘superserata’, insomma, come hai detto tu. UGO nasce due anni fa dall’incontro con Annalisa Dianti Cordone, Arianna Dell’Arti, Paola Michelini, Cristina Pellegrino e Francesca Staasch, la collaborazione di Betta Cianchini e il sostegno di Radio Rock. Ogni serata è come un debutto: prevede testi spesso inediti e sempre una special guest musicale. C’è un lavoro costante di talent scouting, in cui inseriamo ogni volta artiste diverse. L’unico limite è dato dal tempo: ogni pezzo deve avere una durata massima di 8 minuti. Finora hanno partecipato almeno 50 artiste, tra attrici, autrici, performer e musiciste”.

Quindi, una perfomance di sole donne, che però non vogliono che si dica che è uno spettacolo di comicità al femminile: qual è la logica di questa cosa?

“Siamo tutte donne e questo non è un segreto, ma cerchiamo di uscire dalle etichette e dai cliché tipicamente attribuiti al cosiddetto ‘universo femminile’. Non esiste la comicità al maschile, perchè dovrebbe esistere quella al femminile? Sono distinzioni di genere che non ci interessano. Gli argomenti trattati riguardano la realtà che ci circonda e non il ‘punto a croce’, benchè credo che ogni argomento possa avere spunti interessanti: dipende da come lo si affronta”.

Stai cominciando a cimentarti con vere e proprie regie? Ce ne vuoi parlare?

“Mi sono avvicinata alla regia con ‘Kent’, una commedia di Marco Andreoli dal sapore ‘noir’ che racconta gli inganni della morale, ma è anche un omaggio diretto a Superman, l’eroe per eccellenza del fumetto epico americano. E ci siamo inventati un ‘terrazzi tour’. Per circa tre anni, nei mesi estivi, abbiamo portato lo spettacolo in svariate terrazze di Roma, sfruttando la scenografia naturale della ‘città eterna’, con una formula in stile ‘speakeasy’. L’indirizzo veniva comunicato solo poche ore prima dell’evento insieme alla parola d’ordine per entrare. Poi mi è stata proposta la regia di ‘Pane, latte e lacrime’: una commedia amara scritta da Veronica Liberale ambientata nel quartiere di San Lorenzo nel periodo che precede il bombardamento del 1943. E che mette in evidenza il ruolo fondamentale delle donne in quel periodo. Prima di portarlo in scena in un teatro, lo abbiamo fatto in piazza dell’Immacolata, nel cuore di San Lorenzo, per il settantacinquesimo anniversario del bombardamento, di fronte a chi quel giorno l’ha vissuto per davvero e forse lo rifaremo anche questo 19 luglio. Ho seguito diverse regie per l’Accademia Bordeaux, la scuola di recitazione fondata insieme ad alcuni ex allievi della ‘Silvio D’Amico’ del mio stesso anno di corso. Pochi giorni fa, con i ragazzi del terzo anno, abbiamo portato in scena: ‘Rumors’ di Neil Simon: è andata talmente bene che stiamo cercando di proporlo per la stagione invernale in un teatro: vedremo”.

Dunque, insegni e lavori anche come ‘acting coach’: e questo ‘corto’ che stai preparando con Daphne Scoccia? Di cosa si tratta?

“Si girerà nel prossimo mese di luglio. La regia è di Caterina Crescini e le due attrici protagoniste sono Daphne Scoccia e Flaminia Cuzzoli. E’ una sorta di reinterpretazione del dramma amoroso: si parla di un amore non convenzionale, non a caso ambientato a Verona, la città dove si è consumata la tragedia amorosa per eccellenza”.

INTERVISTA DI VITTORIO LUSSANA