Dal 16 gennaio 2026 è disponibile sulle piattaforme digitali di streaming e in rotazione radiofonica ‘Buona fortuna’, il nuovo singolo di Matthew: un giovane cantautore da ascoltare con molta attenzione
‘Buona fortuna’ è un brano suonato ruvido e diretto. Racconta la fine di una relazione segnata da fuga, confusione e autodistruzione: un addio amaro, ma lucido, che osserva ciò che è stato senza colpe, né redenzioni, dove il distacco diventa l’unico atto di sopravvivenza. Un brano ‘pop’ emotivo e, al contempo, narrativo, con un’anima rock e un ritornello che ti resta in testa. Il videoclip di ‘Buona fortuna’ è stato girato interamente all’aperto a Campo Imperatore (Aq), in Abruzzo: un ambiente naturale e isolato, che si è trasformato nello spazio emotivo del brano. Nel video compare una figura scura che, inizialmente, insegue l’artista, rappresentando il rancore, il peso emotivo e tutto ciò che resta dopo una relazione finita male. A metà canzone, i ruoli si ribaltano: è Matthew a inseguire questa presenza, fino a distruggerla simbolicamente. Nel momento in cui sembra pronto ad affrontarla definitivamente, la figura scompare. Questa sparizione rappresenta la fine del tormento e del male: il momento esatto in cui queste sensazioni smettono di avere potere e vengono, finalmente, lasciate andare. Qui di seguito, il videoclip di ‘Buona fortuna’, in anteprima esclusiva per i lettori di Funweek.
Carissimo Matthew, eccoti di nuovo sulla cresta dell’onda con un nuovo singolo: la tua vena musicale sembra essere decisamente prolifica?
“Non parlerei di prolificità, quanto di un momento in cui avevo qualcosa da dire. ‘Buona fortuna’ nasce da una fase di passaggio, in cui senti che è arrivato il momento di chiudere un capitolo e andare avanti. Quando succede, la musica viene da sola”.
Cosa puoi raccontarci in merito a questo tuo nuovo brano? Come è nato ‘Buona fortuna’? Ti sentivi ormai ‘svuotato’ dopo un amore tormentato?
“Buona fortuna è un addio lucido: non nasce da uno sfogo, ma da una presa di coscienza. Racconta il momento in cui capisci che continuare non avrebbe portato a nulla e che l’unica scelta possibile era lasciar andare le cose. Non mi sentivo ‘svuotato’: ero semplicemente arrivato a un punto di chiarezza, in cui chiudere quel capitolo era necessario per andare avanti”.
Perché hai scelto Campo Imperatore come sfondo del videoclip?
“Cercavo un luogo aperto, essenziale, quasi spoglio. Campo Imperatore ha un senso di solitudine e di grandezza, che si sposa bene con il significato del brano. È uno spazio che ti costringe a confrontarti con te stesso, senza distrazioni”.
A parte la moda della montagna, all’improvviso divenuta ambiente metaforico di disavventure amorose, il brano sembra animato da un’anima rock che, tuttavia, non trascende in orgoglio ferito: è un’interpretazione corretta?
“Sì, è un’interpretazione corretta. C’è un’anima rock nel modo in cui è suonato e cantato, ma non volevo trasformare il dolore in orgoglio o rivalsa. Il brano osserva quello che è successo con lucidità, senza bisogno di puntare il dito. È più una resa dei conti interiore, che una dichiarazione di guerra”.
Ti sei divertito a girare a Campo Imperatore? Dicci la verità: già che c’eri ti sei fatto due discese con gli sci in alta stagione?
“Niente sci, purtroppo. Faceva anche molto freddo. È stato un set intenso, fisico, ma molto vero. Girare in un posto così, ti obbliga a restare presente ed era esattamente quello che serviva al video”.
Noi ti attendiamo al varco col nuovo album, sia chiaro, perché abbiamo tutti bisogno di idee fresche e di un nuovo punto di riferimento: te la senti di ricoprire questo ruolo generazionale, diciamo così?
“Non penso molto ai ruoli, ma sento una responsabilità. Mi piacerebbe contribuire a riportare al centro una musica suonata e vera, che non abbia paura di essere imperfetta. Non perché sia più migliore di altre, ma perché meno preoccupata di risultare perfetta, più attenta a dire qualcosa di reale. Se questo può rappresentare qualcuno, allora sì: mi sento pronto”.
Intervista di Vittorio Lussana