Lo scorso 10 aprile 2026 è uscito ‘Segundagenie’, l’album di Chicco Allotta and The Groovers dal quale è stato estratto il singolo ‘Jungle Ciuri 2.0’ per la rotazione radiofonica: ecco in anteprima per Funweek il videoclip del brano e un’intervista con questo geniale artista ‘siculo-britannico’

Con il singolo ‘Jungle Ciuri 2.0’, il mitico Chicco Allotta hacompiuto un’operazione artistica audace, trasformando uno dei simboli più solari e stereotipati della tradizione siciliana in un canto di protesta ironico e malinconico. Il brano non si limita a citare il celebre ritornello folk di ‘Ciuri Ciuri’, ma lo decostruisce profondamente, trascinandolo in una dimensione contemporanea e fortemente introspettiva. L’architettura sonora del pezzo si rivela un viaggio ritmico imprevedibile, che muove i primi passi su un arrangiamento reggae caldo e avvolgente, per poi evolversi rapidamente verso le pulsazioni frenetiche della drum&bass. Questa alternanza ritmica costituisce il cuore pulsante dell’opera, dove una strofa quasi ‘rappata’ sfocia nel grido liberatorio: “Pruvari sempri raggia” (provare sempre rabbia), ripetuto ossessivamente come un mantra viscerale. Lungi dall’essere un giudizio oggettivo o critico verso la propria terra, il testo rappresenta un’introspezione personale dell’autore, che scava nel proprio vissuto riadattando le parole alle sensazioni trasmesse dalla società del tempo. In ‘Jungle Ciuri 2.0’, la tradizione siciliana si scontra e si fonde con la modernità elettronica londinese, riflettendo perfettamente la dualità artistica di un musicista il quale, pur vivendo all’estero, mantiene un legame conflittuale e profondo con le proprie radici. Il videoclip di ‘Jungle Ciuri 2.0’ ha origine da una sessione di registrazione ‘live’ catturata in studio durante la realizzazione dell’Ep ‘SegundaGenie’. Per arricchire la narrazione visiva del brano e sottolinearne l’anima dinamica, sono state integrate le riprese tecniche con scene girate in esterno, creando un montaggio che alterna l’energia della band in studio a momenti più suggestivi e introspettivi. Ecco, dunque, qui di seguito, il videoclip in anteprima per i lettori di Funweek e un’intervista gentilmente rilasciata da Chicco Allotta.

Allora, Chicco Allotta, spiegaci meglio: voi eravate in studio per completare l’album ‘Segundagenie’ e, a un certo punto, è ‘saltata’ fuori una versione reggae di ‘Ciuri, Ciuri’, che poi è diventato il vostro primo singolo, dal titolo ‘Jungle Ciuri 2.0’: è andata così?

“Beh, no: non è andata proprio così. ‘Jungle Ciuri’ è uno di quei brani che non era stato incluso in un disco dei Charamira del 2005: ‘Adrenalina’, edito da Edel Italia. Il ‘tormentone’, però, mi è rimasto in testa per molti anni. Poi, quando ero a Londra, ho iniziato a ripensarci e, suonandolo con amici musicisti, ne è venuta fuori una versione che rispettava l’originale del 2005, ma con la parte finale che, a livello di suono, rispecchiava assolutamente in pieno la mia esperienza musicale londinese”.

Quindi, la vostra prima ‘mossa’ è diventata la destrutturazione di un classico della tradizione sicula: era un richiamo alle tue origini, dato che vivi a Londra da un sacco di tempo?

“Ho deciso di registrare con la mia band italiana ‘Jungle Ciuri 2.0’ perché, anche se scritto e arrangiato da decenni, è ancora un brano molto attuale, soprattutto nel significato. Il ritornello del classico siciliano ‘Ciuri Ciuri’ era già stato riarrangiato all’inizio del 2000”.

Parliamo del vostro album, ‘Segundagenie’: che tipo di progetto musicale è? Come nasce? Per quanto tempo lo avete tenuto nel cassetto?

“Un paio di anni fa, sono stato invitato a fare una masterclass in provincia di Catania, presso la Polyphonic di Pedara, l’accademia musicale privata del mio amico batterista, Luca Barbato. Ne abbiamo approfittato per fare dei concerti a mio nome, suonando la mia musica originale accumulata nei decenni. Da li’ ho ri-iniziato a pensare di registrare qualcosa a mio nome. Lo scorso luglio, tutto questo ha preso forma grazie alla partecipazione di Riccardo Samperi e Alberto Fidone di Trp Music. Pensavo di fare qualcosa del genere da decenni, ma non ne avevo avuto la possibilità”.

Cosa intendete con questo titolo ‘Segundagenie’? È un riferimento alla Sicilia come vostra terra d’origine? Vi considerate siciliani di seconda generazione in terra straniera?

“Segundagenie è un termine inventato da me, che vuol dire: ‘Seconda versione di me stesso’. Il richiamo alla Sicilia è palese non solo nella scelta della lingua di ‘Jungle Ciuri 2.0’ o della cover siciliana di ‘Vitti na Crozza’: è palese nel mio essere, nel mio muovermi, nel parlare e nel suonare, anche. Sono un siciliano emigrato di lungo corso, che tuttavia non ha mai dimenticato le sue origini. Sono un siciliano di prima generazione che vive lontano da tanto tempo”.

‘Chicco Allotta & The Groovers’ sembra un po’ richiamare ‘Huey Lewis and the News’, solo che voi cercate il successo attraverso il jazz e non il rock californiano: siete convinti di riuscire a incontrare il grande pubblico?

“Beh, non chiamerei la mia musica ‘jazz’: è qualcosa che ha un respiro assai più ampio e influenze diverse. Mi piace pensare che chi viene ad ascoltarci dal vivo o nel disco abbia un’esperienza di ascolto simile a quando andavamo, alcuni decenni fa, nei negozi di dischi ad ascoltare le novità. E ascoltavamo di tutto: dal pop al rock, dal jazz al reggae, senza alcun limite o restrizione mentale. In secondo luogo, detto sinceramente, non ho messo in vita questo progetto musicale per arrivare al grande pubblico o a qualunque pubblico: l’ho messo su per me stesso, prima di tutto, per mettere ‘nero su bianco’ quelle che sono state le mie esperienze in Sicilia, in Italia e all’estero. Soprattutto, le esperienze fatte a Londra, capitale della musica europea”.

Perdonami la domanda, vagamente scettica, ma reggae, Nu-jazz, etno-jazz e fusion sono generi musicali molto complessi, almeno per i gusti italiani: voi siete molto bravi, ma sembrate muovervi per ‘nicchie’ di ascolto ben precise: ci sbagliamo?

“Se c’è qualcosa a cui non ho mai pensato è proprio l’etichettare, in qualche modo, la mia musica o pensare a quale tipo di ascoltatori possa essere indirizzata. Spero che piaccia a quanta più gente possibile, in Italia, ma anche all’estero. Credo che la lingua siciliana meriti di essere ‘suonata’ ovunque, soprattutto fuori dai confini folkloristici”.

Che farete quest’estate? Promuoverete il vostro album? Farete un tour?

“Al momento sono in tour mondiale con gli ‘Incognito’ di Bluey, che mi ha voluto con loro dal settembre 2022. ‘Chicco Allotta & The Groovers’ fanno parte da poco del rooster della booking agency ‘Funkgurus’ di Londra: la promozione è già partita e non vedo l’ora di venire a suonare la mia musica ovunque”.

Intervista DI Vittorio Lussana

GLI SCATTI FOTOGRAFICI UTILIZZATI NEL PRESENTE SERVIZIO GIORNALISTICO SONO DELLO STUDIO ‘TOMS SERVICE’, CHE RINGRAZIAMO