Anna Marchesini: la figlia, il marito e la sua vita fra luci e ombre

E' scomparsa Anna Marchesini. Dopo anni di lotta contro l'artrite reumatoide, la splendida attrice ha lasciato amici e colleghi, ma anche tutto il pubblico che l'ha amata per anni, senza parole per questa morte improvvisa.

Tantissimi i messaggi di cordoglio arrivati, tantissimi i ricordi di chi l'ha conosciuta ed amata come donna e come artista.

Tra le tante dichiarazioni di questi ultimi due giorni c'è anche quella del suo ex marito, l'attore Paki Valente, raggiunto al telefono dall'ANSA, Valente che si trova momentaneamente in Asia per motivi di lavoro ha approfittato dell'occasione per sfogarsi:

“Ho saputo da pochissimo della morte della madre di mia figlia ed ex moglie Anna Marchesini. Sono profondamente addolorato e costernato da questa triste notizia che mi coglie di sorpresa non avendo avuto gli ultimi aggiornamenti di una condizione fisica che evidentemente è andata peggiorando. Ma sono ancora più addolorato per aver saputo la notizia da amici e non dai familiari più stretti. A cominciare da mia figlia Virginia, per prima abituata e costretta fin da piccola a tenermi a distanza e all'oscuro di tutto”. Ha dichiarato l'uomo.

 

Anna Marchesini e Paki Valente furono sposati dal 1991 al 1995 ma il matrimonio finì, sembra, poiché lui iniziò a sentirsi escluso dalla vita di Anna che pensava quasi esclusivamente alla figlia Virginia, così chiamata in onore di Virginia Wolf, oggi appena ventiduenne e fresca di laurea.

All'epoca i due finirono in tribunale e fu uno dei primi casi in cui il marito ebbe gli alimenti dalla moglie che guadagnava molto più di lui. Valente chiese ed ottenne ben 10 milioni di lire mensili.

“Purtroppo non riuscirò a presenziare al funerale e non ci sono i tempi tecnici per arrivare in tempo in Italia. Ho fatto tantissime chiamate alle compagnie aeree ma non sono riuscito. Sono costernato da troppe emozioni e non riesco nemmeno a pensare”.  Ha concluso Paki Valente.

Nessuna replica, com'è normale che sia in questo momento, da parte di Virginia Valente.