Diego Brasioli: “Porteremo il ‘Made in Italy’ su Marte e sulla Luna”

In occasione della ‘Settimana delle risorse spaziali’ apertasi nel Granducato lussemburghese lo scorso 19 aprile, abbiamo incontrato l’Ambasciatore d’Italia in Lussemburgo per analizzare insieme a […]
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Diego Brasioli: “Porteremo il ‘Made in Italy’ su Marte e sulla Luna”

In occasione della ‘Settimana delle risorse spaziali’ apertasi nel Granducato lussemburghese lo scorso 19 aprile, abbiamo incontrato l’Ambasciatore d’Italia in Lussemburgo per analizzare insieme a lui le nuove prospettive di investimento nel settore aerospaziale ad altissima tecnologia:  un comparto che vede il nostro Paese in prima fila

Il Granducato di Lussemburgo rappresenta da sempre un partner molto importante per l’Italia, con prospettive di grande interesse d’investimento per le nostre imprese. Non solo una posizione geografica strategica, ma l’intero sistema economico-produttivo lussemburghese, contribuiscono a collocare il Paese come la quarta economia più industrializzata su scala globale. Un modello basato, in larga parte, sul sistema bancario e finanziario, come conferma il Pil nominale più alto al mondo, a parità di potere di acquisto, dei diversi Paesi, ma non solo. Una ricchezza e una prosperità trasversali, che fanno del Granducato l’unico Paese in cui i trasporti pubblici sono gratuiti per i cittadini: uno dei migliori, in termini di connettività digitale e multiculturalismo. Non c’è, dunque, da stupirsi se è proprio dal Lussemburgo che arriva un forte impulso all’innovazione, a una prospettiva strategica d’investimento nelle nuove tecnologie e alle nuove sfide digitali, come quelle applicate all’aerospazio, che vedono l’Italia in prima fila. In tale contesto, lo scorso 19 aprile si è aperta la ‘Settimana delle risorse spaziali’, organizzata in modalità virtuale dal ‘Centro europeo per l’innovazione delle risorse spaziali’ (Esric) – inaugurato in Lussemburgo a novembre 2020 – in collaborazione con l’Agenzia spaziale europea (Esa) e l’Agenzia spaziale lussemburghese (Lsa). A partecipare, numerose aziende internazionali leader nel settore aerospaziale, che guardano con grande interesse al tema dello sfruttamento delle risorse dal suolo lunare e dagli altri corpi celesti come nuova frontiera per una crescita sostenibile, all’insegna dell’innovazione tecnologica e scientifica. Presenti anche le italiane Telespazio, OHB Italia e Argotec, oltre al centro di economia spaziale Sda Bocconi (See Lab) e al Politecnico di Milano. Tra gli interventi d’apertura, anche quello del presidente dell’Agenzia spaziale italiana, Giorgio Saccoccia, a riprova dell’importanza strategica del settore spazio tanto per l’Italia, quanto per il Lussemburgo. I due Paesi sono gli unici partner europei degli Stati Uniti nell’ambito del programma spaziale ‘Artemis’, che farà sbarcare  la prima donna e riporterà il prossimo uomo sulla Luna entro questo decennio, come tappa fondamentale verso l’obiettivo a lungo termine di stabilire una presenza autosufficiente sul nostro satellite, gettando le basi per le società private al fine di costruire un’economia lunare e, in prospettiva, mandare gli esseri umanisu Marte. Ne abbiamo parlato con l’Ambasciatore d’Italia in Lussemburgo, Diego Brasioli.

Ambasciatore, è in pieno svolgimento la ‘Settimana delle risorse spaziali’, organizzata dal Lussemburgo, che vede una significativa partecipazione italiana: qual è l’obiettivo di questo evento?

“Italia e Lussemburgo sono due Paesi all’avanguardia nel campo dell’esplorazione spaziale: se la nostra eccellenza in tale settore è conosciuta, meno noto al grande pubblico è il ruolo che vi gioca il Lussemburgo, Paese piccolo ma molto dinamico. In effetti, il governo e l’industria del Granducato dimostrano di avere una lungimirante visione strategica dei settori dove intendono investire nei prossimi anni. Un esempio calzante è proprio quello delle nuove tecnologie e dell’industria dello spazio. Già dagli anni ’80 del secolo scorso, tramite la Ses (Società europea dei satelliti), il Lussemburgo è il maggior operatore satellitare commerciale globale, con una flotta di oltre 70 satelliti, che offre servizi di affitto della propria infrastruttura, commercializzandone la banda e fornendo, quindi, copertura in tutto il mondo. Di recente, questo Paese si è orientato con decisione verso la ‘Space Economy’, dotandosi di una specifica legislazione sull’utilizzo delle risorse minerarie nello spazio, il tema a cui è dedicato l’evento che si svolge in modalità virtuale questa settimana e che coinvolge oltre mille partecipanti tra centri di ricerca, agenzie spaziali, aziende del settore, con l’obiettivo di esplorare le nuove possibilità di esplorazione, ricerca e investimento che si dischiudono in questo campo. E tra questi, per l’appunto, molti qualificati rappresentanti dell’eccellenza italiana”.

Quali sono i principali settori di collaborazione tra Italia e Lussemburgo nel settore dell’industria spaziale?

“Italia e Lussemburgo, tramite le rispettive agenzie spaziali, sono gli unici Paesi dell’Unione europea ad aver ad oggi firmato un accordo con la Nasa per la partecipazione al programma ‘Artemis’, che riporterà nei prossimi anni l’essere umano sulla Luna allo scopo di stabilirvi una base che consenta una presenza permanente sul nostro satellite e, in prospettiva, esplorare altri corpi celesti come gli asteroidi o lo stesso Marte. In tale contesto, i due Paesi contribuiscono al progetto con le proprie tecnologie di punta, ad altissimo valore tecnologico aggiunto. L’evento di questi giorni vede la partecipazione, oltre che del presidente dell’Asi, Giorgio Saccoccia, di importanti aziende e centri di ricerca italiani, che stanno dando un sostanziale contributo ai panel tematici”.

Al di là della ricerca e dell’industria aerospaziale, quali sono i settori in cui si sviluppa maggiormente la cooperazione tra i due Paesi?

“Il Lussemburgo è un Paese che offre straordinarie opportunità di investimento anche per le nostre imprese, ben al di là della sua ridotta dimensione demografica e geografica (650 mila abitanti, esteso quanto una media provincia italiana, come Treviso o Enna). Secondo le fonti dell’Fmi e dell’Ocse, il Granducato è il Paese con il più alto rapporto Pil/pro capite, a parità di potere d’acquisto, al mondo (115.536 euro, a fronte di una media dell’Ue è di 35.623 euro pro capite, ndr). Se il Paese si basa ancora in gran parte sul settore bancario/finanziario, esso è tuttavia caratterizzato da un’economia altamente industrializzata, ad alta intensità di esportazioni, godendo di un grado di prosperità senza pari tra le democrazie industrializzate. L’efficienza della sua amministrazione, così come gli incentivi agli investimenti e l’attenzione alle ‘start up’ e all’innovazione, lo rendono il Paese più ‘business friendly’ a livello internazionale, la prima economia per livello di qualifica della forza lavoro, una delle migliori per connettività digitale, sicurezza dell’ordine pubblico, multiculturalismo. La sua posizione geografica lo rende, inoltre, particolarmente attraente per la logistica e la compagnia aerea Cargo Lux è una delle prime in Europa per traffico merci. Tutto questo fa del Paese un importante centro dell’innovazione in Europa: un vero e proprio ‘laboratorio d’impresa’, dove sviluppare le nuove tecnologie dell’economia del futuro. Di qui, la scelta di molte aziende italiane di investire in Lussemburgo, anche trasferendovi il loro quartier generale: è il caso della Ferrero, che impiega nel Granducato oltre 1200 persone, in gran parte italiani, ma anche di altri che hanno qui il loro centro di ricerca e innovazione, come per esempio Guala Closures, leader mondiale delle chiusure di sicurezza. Non è un caso che siano oltre trentacinquemila i nostri connazionali che vivono e lavorano nel Granducato”.

Alla luce di questo grande numero di italiani presenti in Lussemburgo, qual è l’azione delle nostre istituzioni per consolidare e sviluppare ulteriormente gli investimenti bilaterali?

“L’ambasciata, pur dotata di uno staff ridotto, è assai attiva nel promuovere il ‘Made in Italy’ e favorire gli investimenti, sia attraverso la quotidiana assistenza consolare e commerciale ai connazionali e imprese, sia nel quadro delle iniziative di ‘promozione integrata 3D’, ossia centrata sugli assi portanti della cultura, dell’economia e dell’innovazione. In stretto raccordo con la Farnesina, fianco a fianco con le numerose associazioni italiane nel Granducato e con le nostre imprese e pur nella difficoltà legate all’attuale contesto pandemico, attuiamo una serie di eventi di alto profilo per promuovere le eccellenze italiane: dalla ricerca al design, dal cinema alla moda e all’arte contemporanea, dall’agroalimentare al turismo, dai settori delle nuove tecnologie a tutte le dimensioni della cultura (teatro, musica, letteratura). E mi fa piacere poter dire che l’impatto di questa multiforme attività è reso particolarmente efficace grazie alle sinergie che abbiamo messo in atto con tutti gli attori del sistema Italia in Lussemburgo, tra i quali l’Ice e la Camera di commercio italo-lussemburghese, attraverso un vero  e proprio gioco di squadra”.