Roma, conto troppo salato al ristorante? Ecco cosa fare

Roma, ti ritrovi con un conto troppo salato al ristorante e non sai come comportarti? Ecco alcuni diritti che hai e che forse non conosci
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Sul web pullulano testimonianze di truffe – a volte solo presunte – al ristorante. Ha fatto scalpore la storia del conto salato – anzi salatissimo – che due turiste giapponesi si son viste recapitare in un ristorante al centro di Roma. La foto dello scontrino choc da 429,80 € per due piatti di pasta ha fatto rapidamente il giro del web. Il ristoratore si è difeso spiegando che le due donne avevano consumato anche altro – pesce fresco, pesato – e che lo scontrino includeva anche la mancia non obbligatoria di 80 € – il 20% del conto.

Di fatto, le due turiste non sapevano come reagire di fronte allo scontrino e hanno pensato di aver subìto una truffa al ristorante. Voi sapreste come reagire vedendo un conto così salato?

Conto troppo salato al ristorante: pagare o no? Ecco cosa dice la legge

Vorreste sapere cose fare in questa sgradevole situazione? Ci viene in aiuto il sito Laleggepertutti con tutte le indicazioni del caso – sia per l’avventore in difficoltà con lo scontrino sia per il ristoratore alle prese con un cliente che si rifiuta di pagare o che è impossibilitato a farlo. Noi ci concentreremo sui diritti del consumatore seduto al tavolo di un ristorante.

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In primo luogo bisogna ricordare che non è obbligatorio consumare in un ristorante una volta seduti al tavolo. Se aprendo il menù e guardando i prezzi delle pietanze si scorge il rischio di un conto troppo salato è lecito andarsene senza ordinare nulla. Lo stesso discorso vale nel caso in cui sia stata effettuata la prenotazione di un tavolo al ristorante – a meno che non sia stata precedentemente ed espressamente specificata l’esistenza di una penale per l’annullamento della prenotazione.

Veniamo allo scontrino incriminato nella vicenda delle due turiste giapponesi. Di norma non è obbligatorio che lo scontrino indichi il prezzo di ogni piatto ordinato, tuttavia rientra nel diritto del consumatore chiederlo. Potrete così controllare l’effettiva corrispondenza fra i prezzi del menù e quelli battuti sullo scontrino; inoltre considerate l’idea che potrebbe trattarsi di un banale errore di battitura in cassa. In quel caso, chiarito l’equivoco, pagherete l’importo corretto.

Impossibilità di pagare: cosa fare in questo caso?

Se nonostante questi accorgimenti vi trovate di fronte ad un conto troppo salato per le vostre tasche, come gestire la situazione?

Se ritenete che il conto sia corretto è giusto cercare un modo per pagarlo. Potete chiedere a un amico o un parente di prestarvi e portarvi i soldi che vi mancano. Oppure potete chiedere al ristoratore la gentilezza di farvi credito, lasciando i vostri estremi – nome, cognome e indirizzo – e impegnandovi a portare i soldi entro le successive 24 ore. Nel caso in cui non doveste adempiere a questo impegno, con i vostri dati il ristoratore potrà richiedere l’ingiunzione di pagamento con l’aiuto del proprio avvocato.

Se invece ritenete che il conto non sia corretto – per motivi validi, ad esempio perchè vi sono state servite pietanze spacciate per fresche e che invece erano surgelate, o cibi deteriorati – potete rifiutarvi di pagarlo e se il ristoratore non vi permette di uscire dal locale, avete il diritto di chiamare i carabinieri o la polizia.