Post pandemia: l’importanza del ‘silenzio dei gesti’. Cosa ci insegnano gli animali

La zoologa Mia Canestrini racconta cosa ci insegnano gli animali nel post pandemia, in uno splendido racconto sulle necessità di contatto
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Post pandemia: l’importanza del ‘silenzio dei gesti’. Cosa ci insegnano gli animali

La necessità di un contatto nell’uomo e nella natura è alla basa di un testo scritto dalla zoologa Mia Canestrini, le cui parole ci aprono un mondo su cosa ci insegnano gli animali, specie nel periodo di post Pandemia. Non a caso, il testo è uno degli interventi che si trovano sulla Smemo 2022 – Touch!, che quest’anno tratta il desiderio e il bisogno di toccare con mano, rimanendo in contatto tramite il gesto del tocco.

Tutti gli animali parlano toccandosi: cosa ci insegnano nel post pandemia

La zoologa Mia Canestrini fa un parallelo tra le necessità di contatto nell’uomo e negli animali, in un meraviglioso discorso intitolato “Tutti gli animali si parlano toccandosi”.

L’incipit è di quelli possenti, che fanno davvero riflettere: “Quanta voglia avevo di abbracciarti, stringerti, stropicciarti, guardarti negli occhi vicino vicino, ridere e scambiarci sguardi complici, poi riabbracciarti e sentire le tue mani tra i capelli per scompigliarmeli tutti e stamparmi un bacio sulla tempia mentre io strizzo gli occhi e mi accartoccio nelle spalle per sfuggire ai tuoi dispetti. Per oltre un anno ci siamo guardate da lontano, amica mia, come spiriti ai quali è negata la magia più grande di tutte, quella di sfiorarsi”.

Una realtà nella quale tanti di noi si possono rivedere in pieno: “Tra di noi c’è stato lo schermo pieno di ditate del telefono e conversazioni sempre più stanche, perché i dialoghi più belli spesso avvengono senza l’uso di parole, stando semplicemente vicini. Adesso ti guardo, mentre bevi la tua Coca Cola su una panchina senza più divieti né croci, gomito contro gomito, e respiriamo quest’aria tiepida che entra senza sforzo nei polmoni, senza il filtro di una mascherina mentre il sole filtra tra i rami creando lamette di luce”.

La socialità, tanto spesso, ci è mancata. E l’intervento di Mia Canestrini centra in pieno il problema, facendo un meraviglioso paragone con tante specie viventi, e con i lupi in particolare, svelando cosa ci insegnano gli animali a riguardo: “Se la pandemia ci ha tolto qualcosa, sicuramente lo ha fatto prosciugando la nostra essenza, quella di animali sociali. Ci ha resi più fragili e vulnerabili nella nostra solitudine, ha trasformato l’amore e l’amicizia in un rischio per la vita. Esiste qualcosa di più terribile? Da milioni di anni le nostre mani sfiorano il viso di coloro ai quali vogliamo bene. I nostri cugini più stretti, scimpanzé, gorilla, oranghi si stringono se hanno paura, si tengono per mano, si prendono cura l’uno dell’altro attraverso gesti identici ai nostri. E. se scivoliamo qualche passo più in giù, lungo l’albero dell’evoluzione un coro di ululati ci avvisa che qualcuno festeggia. Sono i lupi: quando la sera si svegliano iniziano una danza cerimoniale fatta di saltelli e giochi: si saltano addosso, si prendono a spallate, si mordicchiano, mentre i più giovani leccano il muso ai più grandi. Il contatto rinsalda i legami tra i membri del branco, genera fiducia reciproca, crea armonia”.

smemo 2022 cosa insegnano animali
Cosa ci insegnano gli animali? Il tema del contatto è alla base dell’intervento della zoologa Mia Canestrini su Smemo 2022, dove fa un parallelo sulle necessità di contatto dell’essere umano e dell’animale nell’era post-pandemica. Photo Credits: Smemoranda

Siamo animali tra gli animali e viviamo i legami, come loro, sulla trama sottile della nostra pelle

Tutti gli animali si parlano toccandosicontinua il testo – Perfino gli uccelli, che spiccano il volo dai rami più bassi dell’albero della vita sentendoci arrivare, perfino i pesci, che si nascondono tra le sue radici. Siamo animali tra gli animali e viviamo i legami, come loro, sulla trama sottile della nostra pelle. Prima delle parole, prima ancora del pensiero, la vita ha imparato a esprimersi attraverso il contatto dei corpi, ricoperti di nuda pelle, squame, penne e piume oppure folte pellicce”.

E poi una commovente conclusione: “Privi delle nostre tecnologie di sopravvivenza, di un tecnolinguaggio che sembra irrinunciabile, gli animali vivono su questa Terra in armonia totale con le sue risorse e gli uni con gli altri, tanto che il virus li ha solo sfiorati. Li ha risparmiati, perché non doveva insegnare loro niente. Ora ci è restituito il grande dono di ricominciare a parlarci con il silenzio dei gesti. Nella cacofonia generale dei telegiornali, della musica dai balconi, delle conferenze stampa, delle videolezioni, dei film e delle serie tv, so per certo che avremmo tutti barattato ogni cosa per il suono muto di un abbraccio o di un bacio”.

Photo Credits: Shutterstock, Smemoranda