Briga: ‘Il talento mi ha messo nei guai e il talento mi ha salvato’

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Briga: 'Il talento mi ha messo nei guai e il talento mi ha salvato'. È il “disco della maturazione” per Briga questo Talento, uscito il […]
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Briga: 'Il talento mi ha messo nei guai e il talento mi ha salvato'.

È il “disco della maturazione” per Briga questo Talento, uscito il 7 ottobre per Sony Music in doppia versione – standard e deluxe – e che segue di circa due anni Neveragain, il terzo progetto in studio del cantante, iniziato prima dell’esperienza nel talent Amici e terminato e diffuso poco dopo la fine del programma.

Per questo ed altri mille validi motivi, Talento si presenta come un nuovo inizio per Briga: è l’album delle conferme, della sperimentazione e – perché no? – del cantautore più che del rapper, come dimostrano ampiamente i brani meno uptempo e più ‘cantati’.

“Non è facile togliersi di dosso il successo del talent show. – precisa Briga parlando con la stampa – Dopo Amici si è parlato molto di gossip, del mio carattere, e poco della mia artisticità o della mia versatilità. Non mi piacciono le etichette, penso che non servano”.

Briga scrive tanto per questo nuovo album (la versione deluxe contiene ben 17 tracce) e si affida anche alle collaborazioni con amici e colleghi: da Lorenzo Fragola in Rimani Qui (“Avevamo due ore per registrare, ma io sono dovuto andare via a un certo punto e sono stato fuori 8 ore. Quando sono tornato, lui era ancora lì. Mi ha detto che si era messo a produrre il brano, l’aveva stravolto, ma era bellissimo”) a Gemitaiz in Non chiederlo a me (“L’ho voluto fortemente nell’album, siamo cresciuti insieme a Roma”). E ancora Alessio Bernabei in Abbi cura di me, Gianluca Grignani in Nudo, Sercho in Eo-eo, Mostro & Clementino in Fuoco amico e Gemello in A due cieli.

Talento è un album ricco, vario, in cui si cela tutto ciò che è nascosto “dietro l’etichetta”: “C’è tutto quello che non è stato capito. – spiega Briga – Nelle etichette c’è superficialità, mancanza di volontà di comprendere il pensiero degli altri. E sì, a volte bisogna anche essere un po’ indulgenti”.

“La parte difficile non è perdere il pubblico ottenuto grazie al talent – commenta ancora il cantante – ma portarti appresso chi ti seguiva allora e che è cresciuto con la tua musica. Non si può vivere con la paura che qualcosa non piaccia, io vivo con la gioia di fare cose nuove”.

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