Il ritorno degli Studio 3 con ‘Siamo ancora qua’: ‘È un invito ad essere forti e resistere’

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Il ritorno degli Studio 3 con 'Siamo ancora qua': 'È un invito ad essere forti e resistere'. Correva l’anno 2006 quando Forse un angelo, l’album […]
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Il ritorno degli Studio 3 con 'Siamo ancora qua': 'È un invito ad essere forti e resistere'.

Correva l’anno 2006 quando Forse un angelo, l’album di debutto degli Studio 3, regalò alla band – composta da tre ragazzi, tutti dell’hinterland milanese – la notorietà e la fama. Da allora sono passati ben 10 anni e Marco Venturini, Andrea Vetralla e Salvatore Gabriel Valerio hanno deciso di festeggiare questo compleanno speciale con un ritorno sulle scene, dopo anni in cui ciascuno di loro si è dedicato a progetti personali, allontanandosi dai palcoscenici.

Il singolo con cui la band ‘torna in pista’ si intitola Siamo ancora qua, una vera e propria dichiarazione d’intenti, anche se i ragazzi – che abbiamo intervistato qualche giorno fa nella sede della New Music International – ci tengono a precisare che il brano è molto più di un semplice annuncio di ritorno.

“Sembra un po’ un singolo manifesto – ci spiega Andrea – però in realtà è il titolo che è un manifesto, ed è nato dopo il pezzo. Il brano parla di qualcosa che dura nel tempo e, anche nel video, si capisce che noi ci riferiamo ai sentimenti. Non solo amore, ma tutto ciò che riesce a resistere agli anni, anche la singola persona che resiste nonostante tutto”.

“Questo Siamo ancora qua lo dedichiamo a tutti. È un inno che invita ad essere forti e a resistere” chiosa Marco, riassumendo in poche parole il perché si è arrivati alla reunion.

 

Tante cose sono ovviamente cambiate, ma l’idea è sempre stata quella di tornare in grande stile e di fare le cose per bene: “10 anni fa c’era la classifica, i dischi fisici. – ricorda scherzando Marco – Noi stampavamo i singoli, ora la vita è misurata in like”.

“Più che un cambiamento, secondo me è calata la cultura. – aggiunge Gabriel – Io penso che l’arte rispecchi quello che succede nel mondo, perché l’artista riporta quello che vede e secondo me questo non è per noi un bel periodo. Io accendo la radio e sento musiche e canzoni tutte uguali, con contenuti da prima elementare, arrangiamenti tutti identici. È triste e io riascoltando i nostri dischi ho pensato che ovviamente fossero pieni di canzoncine, ma di qualità. Noi ci sforzavamo, poi negli anni uno si modella e si perfeziona”.

Non si tratta di un autoelogio, anche perché i ragazzi sottolineano quanto i loro testi fossero semplici, ma aggiungono anche che a volte sia più difficile essere ‘semplici’ e popolari che troppo complicati. Una ‘verità’ a cui i tre amici e 'colleghi' sono giunti dopo anni di esibizioni, anche se tutti mmettono che il periodo trascorso lontano dai riflettori li abbia ulteriormente arricchiti: Marco ha insegnato canto ai bambini (“Vedere la loro crescita e quanta voglia e speranza hanno nel crescere musicalmente mi ha fatto benissimo” specifica Marco), Gabriel si è dedicato prevalentemente alla scrittura per terzi (tra cui Emma e Antonino Spadaccino), mentre Andrea – detto Vetro – è passato dietro la macchina da presa per la produzione di videoclip musicali (“Ho visto il mondo dall’altro lato – commenta – sono entato nella serie A dei video e la cosa più bella è che mi aspettavo che tornare sarebbe stato diverso, invece ho visto tra gli addetti ai lavori una certa curiosità”).

Sul futuro, i tre ragazzi sostengono di avere tantissime canzoni nel cassetto: “Dobbiamo solo scegliere e registrare. – precisano – Siamo pronti, pensiamo di registrare comunque dopo l’estate, mentre nei mesi estivi speriamo di organizzare un bel tour. Milano è una piazza molto difficile, ma speriamo di poter chiudere il tour presentando proprio qui il secondo singolo. Ce lo chiedono da tantissimo tempo, perché sono due anni che non cantiamo qui”.

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