Il ritorno di Selah Sue con l’eclettico album ‘Reason’: la nostra intervista

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A distanza di 4 anni dal suo ultimo lavoro (Selah Sue) e dal successo mondiale della hit Raggamuffin, Selah Sue torna con un nuovo album, […]
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A distanza di 4 anni dal suo ultimo lavoro (Selah Sue) e dal successo mondiale della hit Raggamuffin, Selah Sue torna con un nuovo album, Reason (nei negozi a partire dal 31 marzo), e con un nuovo tour che in Italia avrà un’unica tappa il 29 aprile al Tunnel Club di Milano.

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Quattro anni non sono pochi, soprattutto per una ragazza artisticamente vivace come la giovane cantautrice belga, e infatti tante cose sono cambiate per Selah Sue, dalle influenze musicali alla situazione sentimentale, decisamente più serena visto che la ragazza ha scoperto (per sua stessa ammissione) l’amore per un’altra persona. Tutto si ‘riversa’ nel disco, che conta 16 tracce inedite, e lo colora riempiendolo di sfumature e di sound, tanto che risulta difficile ‘incastonare’ Selah Sue in un genere unico e affibbiarle qualsiasi etichetta.

 

Selah Sue: "Eclettico è il mio stile"

“Penso sia solo una questione di gusto. – ci rivela l’artista durante l’incontro con la stampa – All’inizio ho provato a sviluppare un unico sound, perché il primo album era molto eclettico. Ma poi ho pensato che per me semplicemente non era possibile, perché io ascolto molto l’hip-hop, il jazz, il soul, la musica elettronica. Volevo fare tutti questi generi. Posso farne solo uno alla volta. Ad esempio, per Sadness avevamo bisogno della vecchia scuola del soul. Ed è figo per una canzone, ma non per tutto l’album. Ed è un problema che ho avuto con tutte le canzoni. Per questo l’album è così eclettico, è il mio stile”.

Non stupitevi quindi se all’interno dell’album troverete qualche ‘punta’ di elettronica (“Ultimamente ho ascoltato molta musica elettronica e penso di aver semplicemente assorbito quello che ascoltavo”) e un’attitudine alle canzoni d’amore che non siete di certo abituati ad avvertire da parte di Selah Sue.

Selah Sue, l'amore e i figli

“Il primo disco l’ho scritto quando ero adolescente e non ero pronta ad aprirmi all’amore per un’altra persona, perché ero troppo impegnata a trovare l’amore per me stessa. – confessa l’artista a questo proposito – Era un momento difficile per me, provavo ad accettare me stessa. Per cui il primo album parla solo di questo. Il secondo album parla sempre di questo, perché a volte combatto ancora per trovare la felicità, ma ho anche scoperto l’amore per qualcun altro. Non ho mai pensato che avrei potuto scrivere di questo cliché, finché l’amore non ha prevalso su di me”. Giusto per fare un po’ di sano pettegolezzo, la ‘dolce metà’ di Selah Sue è il ‘suo’ tastierista, padre di due figli avuti da una precedente relazione. Selah Sue ci svela che anche la presenza dei bambini nella sua vita ha radicalmente cambiato il suo modo di rapportarsi al mondo della musica, regalandole un senso di responsabilità e di ‘ragionevolezza’ (“Ecco perché ho chiamato l’album Reason”) che la aiutano a reagire positivamente agli sbalzi d’umore, anche se proprio non riesce a sopportare quando i bambini non fanno che ascoltare e cantare i suoi brani (“Dico loro di spegnere, non mi piace risentirmi”).

Alone, la canzone scritta la notte in cui Whitney Houston morì, e la collaborazione con Childish Gambino

L’artista ci parla poi di Alone, brano di apertura dell’album, scritto la notte in cui è scomparsa Whitney Houston: “La sua prima versione è molto malinconica e triste ed è quella la versione che ho scritto pensando a Whitney Houston. – ci racconta la cantante – È stato pazzesco perché lei è morta a LA in una casa che era quattro case dopo la mia. Mi ha toccato, non tanto per Whitney Houston. Amy Winehouse ad esempio ha avuto più influenza su di me, perché aveva più o meno la mia età e faceva la mia stessa musica. Ma non riesco ad immaginare la sensazione di solitudine, questa cosa mi ha fatto rilfettere e scrivere la canzone”. In Together, troviamo invece la collaborazione di Selah Sue con il giovane e talentuoso artista Childish Gambino: “È stata una collaborazione naturale e molto bella. Abbiamo passato una serata insieme, abbiamo mangiato insieme e per me la cosa più importante era appunto che ci fosse un’intesa personale. Ci sono un sacco di artisti hip-hop molto ‘gangsta’ e non era quello che volevo. Lui è molto originale e mi piace tantissimo la sua voce”.

Tra discorsi sul processo di scrittura, racconti dei viaggi in giro per il mondo per registrare l’album ed esperienze da ‘artista di strada’, Selah Sue ci dà infine appuntamento a Milano: “Nel live c’è tanta energia, ho già suonato qui 3 anni fa. Ci sarà molta energia, molta emozione, si ballerà. Sarà bello”.

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