Rakele, nei negozi Il Diavolo è gentile: la nostra intervista

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Abbiamo avuto modo di ammirarla (e intervistarla) in occasione del recente Festival di Sanremo, durante il quale la giovanissima Rakele ha presentato al pubblico la sua Io non lo so cos'è l'amore, un brano in cui la cantante partenopea descrive la sua 'ignoranza sentimentale', se così possiamo chiamarla.

RAKELE, LA NOSTRA INTERVISTA A SANREMO

La canzone non è arrivata in finale, ma Rakele è pronta per il post-kermesse: dopo un nuovo singolo (intitolato Si chiudono le labbra), esce infatti il 7 aprile Il Diavolo è gentile, l'album d'esordio dell'artista, che qualche giorno fa ci ha concesso una nuova e approfondita intervista.

 

Il Diavolo è gentile: amore, fragilità ed equilibrio

Il Diavolo è gentile conta 10 tracce che raccontano ovviamente l'amore, ma non solo: l'animo di Rakele è infatti curioso e alla ricerca di sperimentazioni e, grazie anche ai produttori Bungaro e Cesare Chiodo, dal disco emergono sonorità internazionali e forti contrasti.

"L'amore è uno degli argomenti che girano intorno a questo disco. – ci confessa l'artista – Alla fine, non prendiamoci in giro, l'amore è ciò che ci fa muovere e muove tutto ciò che ci circonda. Non c'è solo questo però. In questo album io ripeto delle frasi continuamente, ad esempio 'Io voglio vivere tutta la vita che c'è', che è un inno alla vita e a cercare di evidenziare le cose più positive. Per quanto si possa soffrire o possano esserci giornate no, c'è sempre la consapevolezza che la vita sia una cosa bella. Può sembrare banale, ma non lo è. Parlo molto poi anche di fragilità e di forza. C'è un brano che si chiama Sogni di vetro, tu dirai 'Ma che significa?'. Evidenzia una fragilità, perché i sogni di vetro possono sembrare fragili, ma sono in realtà molto forti. Quindi canto anche la capacità di mostrarsi 'nudi', senza vergogna".

Amore, fragilità e schiavitù: queste sono le ispirazioni di Rakele, che – nonostante si sia avvicinata al mondo della musica ad appena 13 anni – si definisce un'artista "in partenza": "Io sono al punto zero. – ammette Rakele – Non è un punto negativo, è un punto di partenza. Alla fine, anche dopo Sanremo, dopo aver conosciuto i miei produttori, non mi adagio. Sono una che quando ha imparato una cosa, vuole impararne subito un'altra, mi piace muovermi. Spero di poter fare ancora tanta tanta strada sotto la guida dei miei produttori che sono pazzeschi e di poter crescere".

L'artista, che il 7 aprile presenterà il suo album alla Feltrinelli di Napoli, ci parla poi della sua voglia di raccontarsi senza filtri, che l'ha portata ad iniziare un blog, e dell'esperienza sanremese, che l'ha arricchita soprattutto a livello umano.

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