Piero Pelù non si trattiene sul palco, insulto pesantissimo ad un’intera città

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Arrivano i guai per Piero Perù dopo la frase pronunciata durante il concerto tenuto a Cagliari che ha fatto arrabbiare i cittadini del piccolo paese sardo. Ecco la frase incriminata che ha fatto scatenare il putiferio
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Lo scorso 27 agosto durante un concerto tenuto a Cagliari, Piero Pelù aveva paragonato Perdasdefogu, piccolo paese sardo in provincia di Nuoro, a Fukushima e Chernobyl a causa della presenza di un Poligono Sperimentale e di Addestramento Interforze del Salto di Quirra.

“Ragazzacci – ha tuonato il rocker fiorentino – qualcuno si ricorda di Nagasaki e Hiroshima? Qualcuno si ricorda di Fukushima e di Cernobyl? Qualcuno conosce anche Perdasdefogu, allora: è la stessa mer…, è la stessa mer…”

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Parole pesanti quelle pronunciate dal cantante dei Litfiba, che ora pare sia stato querelato dall’amministrazione comunale che ha deciso di reagire. Il Sindaco Mariano Carta ha letto e approvato la proposta, in cui leggiamo:

“Piero Pelù (…) ha utilizzato espressioni aventi contenuto diffamatorio nei confronti del territorio di Perdasdefogu, (…) facendo intendere che il territorio comunale presenta livelli di radioattività paragonabili a quelle degli episodi summenzionati”.

Nella denuncia, si ravvisano – citiamo ancora – “espressioni fortemente lesive dell’immagine del territorio e degli abitanti del Comune di Perdasdefogu”.

Inoltre Paolo Truzzu, consigliere regionale di FdI-A, insieme a Nicolò Manca, primo generale sardo della Brigata Sassari, ha pubblicato un video su Youtube in cui si rassicura sulla non pericolosità del poligono:

“Questo video – ha spiegato l’esponente meloniano – è la risposta diretta dei cittadini ogliastrini alle accuse di Pelù, visto l’assordante silenzio da parte della Giunta regionale di centrosinistra che non ha difeso in alcun modo la popolazione e tutelato il territorio da possibili seri danni che certe sparate qualunquiste possono procurare”.

Come finirà l’annosa questione? Per ora il cantante ha fatto parzialmente dietrofront spiegando su Facebook:

“Nei poligoni di tiro sardi vengono sparati proiettili carichi di Uranio impoverito e Torio radioattivo, si tratta di materiali estremamente pericolosi per la salute di chi li tratta e di chi è costretto a vivere nelle loro vicinanze. Al concerto di Cagliari ho condannato questi poligoni di tiro (in particolare Perdasdefogu dimenticando però Capo Teulada ed altri) perché sono da sempre Obiettore di coscienza e quindi ripudio tutte le armi e tutte le guerre. Le mie parole non erano assolutamente rivolte alla gente di Sardegna a cui auguro di diventare tutta ultracentenaria e trombante”.

 

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Redazione

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