WELive Roma: i concerti del fine settimana. Fedez, Alan Parsons, Giorgio Tirabassi

Dopo una settimana piovosa, andando verso la stagione primaverile, Roma continua a offrire concerti per tutti i gusti: live nella capitale in questo week end […]
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Dopo una settimana piovosa, andando verso la stagione primaverile, Roma continua a offrire concerti per tutti i gusti: live nella capitale in questo week end ecco quindi arrivare il rapper del momento, Fedez (27 marzo al Palalottomatica), la raffinatezza rock sinfonica di Alan Parsons Project (28 marzo Auditorium Conciliazione), la musica romanesca di Gabriella Ferri, Gigi Proietti e altri grandi artisti capitolini, con riarrangiamenti jazz e manouche eseguiti dall'attore Giorgio Tirabassi (29 marzo al Centro Culturale Elsa Morante per il Festival Autori per Roma diretto da Pierpaolo Palladino).

27 marzo: Fedez live al Palalottomatica

Come nel disco (doppio di platino uscito il 30 settembre) Fedez nei live affronta tematiche politiche e di critica sociale scegliendo di raccontare i fatti attraverso la commistione di generi e linguaggi diversi: abbinando ai brani monologhi e video, rivisitando in modo contemporaneo e inedito il genere espressivo del "Teatro Canzone". 
Fedez, come nella forma d’arte tradizionale utilizza la musica e il teatro che si fondono per raccontare l’attualità e le contraddizioni della società contemporanea ma sottolinea maggiormente le parti recitate e parlate attraverso l’innesto di immagini e grafiche rese ancora piu’ spettacolari dall’immenso palco situato al centro del Forum per permettere a tutti di godere a 360° dello show. 
Ancora una volta Federico cerca di dimostrare che e’ possibile intraprendere un percorso artistico privo di catene, modelli e stereotipi trovando la forza di non dover dipendere dai tradizionali mezzi di comunicazione . Il suo sentirsi “diversamente rap” e il non appartenere al genere hip hop lo porta a progettare lo spettacolo partendo dalla definizione di alcune parole chiave per affrontare tematiche di forte impatto sociale e culturale trattate pero’ con rime taglienti e ironiche che gli consentono di fare satira e rap ma, soprattutto, cantautorato. 

I Monologhi e i pezzi musicali si susseguono in un ritmo serrato con il filo conduttore di una delle voci più amate e riconosciute del panorama cinematografico italiano: Francesco Pannofino. 

28 marzo: Alan Parsons Project live all'Auditorium Conciliazione

Dopo il successo del tour mondiale 2013, ALAN PARSONS arriva a Roma, all'Auditorium Conciliazione sabato 28 marzo.

Il suo nome è legato ad alcune delle più importanti produzioni rock: passato alla storia come l'ingegnere del suono del bestseller floydiano "The Dark Side Of The Moon", prima ancora di "Abbey Road" e "Let it Be" dei Beatles, ALAN PARSONS è soprattutto la "mente e il cuore" del suo progetto artistico per eccellenza.

The “Alan Parsons Project” non è una band, infatti, ma un vero e proprio progetto musicale che trovò la propria concretizzazione grazie all'ingegno e alla creatività del suo artefice attorno a un rock sinfonico, in grado di unire strumenti classici alle più moderne tecnologie elettroniche, fornendo un notevole impulso all'evoluzione delle tecniche di registrazione e della musica elettronica, dando vita ad alcuni grandi successi come “Mammagamma" "I Robot”, “Eye In The Sky”, "Sirius", “Luciferama”, "Psychobabble”, solo per citarne alcuni dall'inconfondibile marchio di fabbrica, presenti nella scaletta del “The Greatest Hits Tour”.

29 marzo: Giorgio Tirabassi 'Come te posso amà' al CC Elsa Morante per Autori per Roma

Con “Come te posso amà”, il Festival Autori per Roma chiude il suo racconto della capitale con un viaggio nella musica romanesca, in compagnia delle parole dell’attore romano e di un gruppo di musicisti che faranno rivivivere la tradizione capitolina in chiave jazz, blues, afro, latina, balcanica e manouche.

La passione per la canzone romanesca ha accompagnato Giorgio Tirabassi sin da giovanissimo, sull'onda dei suoi grandi interpreti: Gabriella Ferri, Claudio Villa, Gigi Proietti.

 Un'altra sua grande passione, la chitarra, lo ha portato nel tempo ad approfondire molti stili: blues, bossa nova, jazz e attraverso Django Reinhardt, lo stile Manouche.

“Come te posso amà” nasce così dal desiderio di portare alla luce una parte ancora nascosta del repertorio romanesco, repertorio ricco di serenate, drammi popolari in tre strofe, stornelli.