LDM – Ladri di Merende apre le porte: a Roma la bottega della musica

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Una bella storia su Roma, sulla periferia di Roma, sulla voglia di fare musica di un gruppo di ragazzi under 30: venerdì 13 aprile, LDM […]
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Una bella storia su Roma, sulla periferia di Roma, sulla voglia di fare musica di un gruppo di ragazzi under 30: venerdì 13 aprile, LDM – Ladri di Merende apre le porte al pubblico per presentarsi ufficialmente alla città con una staffetta live che vedrà sul palco alcune delle più interessanti proposte lanciate negli ultimi 12 mesi: Il Branco, Folcast, Le Larve e Flora.

Alle porte di Roma, in periferia, all’entrata o all’uscita della Capitale, a Fonte Meravigliosa, nasce così LDM – Ladri di Merende, una factory che unisce suoni e visioni, parole e immagini, ma soprattutto una bottega, una bottega della musica dove produrre e creare, come si faceva un tempo, insieme. LDM è un incubatore di creatività under 30 che nasce dall’incontro tra Massimiliano Manna e Tommaso Sarti Magi, un allenatore di basket e un giovanissimo avvocato con la passione per la musica.

LDM – Ladri di Merende venerdì 13 aprile apre le porte

Nell’era dell’iper tecnologia, dei social, dei rapporti mediati da supporti digitali, del fare musica industrialmente e in catena di montaggio, LDM fa un passo indietro, un salto indietro di trent’anni (positivo e necessario), mettendo in connessione artisti ed eccellenze, produzione artistica, video art, arte visiva. E i risultati ottenuti negli ultimi 12 mesi lo dimostrano: Il Branco, Le Larve, Folcast, Flora, Flim sono tutti gruppi, artisti e formazioni lontane tra loro, che però abbracciano la musica a 360°, collaborando tra loro, unendo mondi e sonorità di diversa origine, trasformando LDM in un vero e proprio polo creativo romano come non se ne vedevano (e vivevano) da anni.

LDM – Ladri di Merende intervista Massimiliano Manna e Tommaso Sarti Magi

LDM – Ladri di Merende, per un’etichetta, è un nome ben strano: da dove nasce?

È sempre difficile rispondere a questa domanda. Ci intrigava l’immaginario che si poteva creare intorno a un nome come questo. Non ha un significato ben preciso e ci interessa relativamente trovarlo, suona bene e sicuramente crea curiosità. Tendiamo a non prenderci troppo sul serio e non ci piaceva l’idea stare nella mischia con un nome classico, dischi…records ecc ecc.

Come lavorate con gli artisti?

Ogni artista ha un percorso diverso: c’è chi arriva con le idee chiare e in quel caso il nostro compito diventa quello di realizzare ciò che hanno in mente, in altre occasioni partiamo dalla radice. Prima di essere artisti sono esseri umani con le loro paure e incertezze. Puntiamo ad un approccio empatico con le persone, puoi essere bravo e bello ma se non si crea la giusta sinergia non ne uscirà fuori niente di produttivo. Non facciamo pressioni di nessun tipo, ci mettiamo totalmente a disposizione degli artisti affinché ricevano tutti gli strumenti necessari per realizzare cioè che desiderano. Il talento va protetto e sollecitato.

Il Branco, Le Larve, Folcast: son tutte formazioni di qualità ma molto diverse tra loro. Come sono arrivate a LDM? Come sono nati i loro album?

Jacopo Castagna (Le Larve) si è auto invitato in studio senza portare neanche una pre-produzione. È arrivato e dopo aver preso una chitarra scordata mi ha fatto sentire due pezzi: ho ancora i brividi se ci ripenso. Dieci minuti dopo ho chiamato Giovanni Pallotti della Bodacius Collective e tre settimane dopo il disco era pronto. Daniele Folcarelli (Folcast) invece l’ho sentito quattro anni fa in un locale. Non mi vorrei sbagliare, ma sono quasi certo stesse eseguendo una cover di Ben Harper, e mi aveva colpito a tal punto da chiedermi chi fosse quel bel ragazzo che cantava e suonava così bene. Il giorno dopo mi ha mandato una ventina di brani che aveva scritto ed è subito scoppiata la scintilla. L’incontro con Il Branco, al contrario, ha avuto uno sviluppo più classico: se ne parlava molto bene nell’ambiente e così abbiamo deciso di organizzare un live al quale li abbiamo invitati. Solo dal vivo ci siamo resi conto che le voci su di loro erano tutte vere.

LDM è anche un luogo, una “factory” under 30 e una “bottega”. Perchè la definizione di “bottega della musica”? Che cosa succede in questo spazio?

Il nostro intento è quello di creare una nuova Scuola Romana. All’interno del nostro spazio convivono diverse realtà: videomaker , grafici, fonici, produzioni artistiche, illustratori, mentre per esempio il socio fondatore Tommaso Sarti Magi è un avvocato (che fa sempre comodo). All’interno di LDM ci sono tre sale, una regia e una stanza computer, e siamo tutti a disposizione del progetto stesso. È un bel polo creativo, e l’investimento di energia e di tempo di due anni, spesi per creare un team giovane e di qualità, sta dimostrando di esserne valso la pena. Il termine bottega ci piace perchè è da qua dentro che nasce, prende forma e si concretizza tutto il nostro materiale. Siamo realmente indipendenti, contiamo sulle nostre forze e questa cosa ci piace parecchio.

Che cosa succederà il 13 aprile? 

Il 13 Aprile apriamo le porte del nostro studio. Sarà una bella festa dove, oltre a goderci la musica live dei nostri artisti, vi racconteremo tutto il nostro percorso e i nostri progetti futuri.

Guarda la photogallery
LDM - Ladri di Merende, Folcast, Davide Folcarelli
LDM - Ladri di Merende, Le Larve, Jacopo Castagna
LDM - Ladri di Merende, Il Branco
LDM - Ladri di Merende, Flora