La strategia di YouTube per vendere più abbonamenti

YouTube sta per utilizzare una strategia piuttosto unica con l’intento di fare in modo che più persone acquistino l’abbonamento alla piattaforma video più frequentata del […]
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La strategia di YouTube per vendere più abbonamenti

YouTube sta per utilizzare una strategia piuttosto unica con l’intento di fare in modo che più persone acquistino l’abbonamento alla piattaforma video più frequentata del web. L’idea è di iniziare a inserire più pubblicità nei video nel tentativo di frustrare gli utenti a tal punto, che saranno disposti a pagare per eliminarla. Lyor Cohen, leader mondiale della musica di YouTube, ha esposto la strategia di recente in un’intervista a Bloomberg.

Rendere i propri utenti frustrati dal servizio potrebbe essere una proposta rischiosa, anche perchè gli utenti potrebbero fuggire su un’altra piattaforma video, ma Cohen è convinto che il piano sia necessario per convertire almeno una parte dei suoi 1,5 miliardi di utenti mensili gratuiti in abbonati.

Non tutti gli utenti di YouTube vedranno aumentare il numero di annunci. Infatti, solo quelli che guardano per la maggior parte del tempo video musicali saranno presi di mira, dal momento che sono quelli che potrebbero avere il massimo beneficio per un abbonamento a pagamento.

Il nuovo servizio di YouTube non è ancora stato ufficialmente annunciato, ma sembra confermato che sarà lanciato a breve, per questo YouTube sta aumentando la sua “strategia di frustrazione”. YouTube ha già cercato di vendere il servizio a pagamento in passato con il suo YouTube Red, ma senza troppo successo, tanto che il numero degli abbonati era così piccolo, da non essere mai stato rivelato.

Non sembra il momento migliore per lanciare un servizio di abbonamento a pagamento, anche perchè Spotify sta acquistando sempre più quote di mercato e Facebook punta in modo pesante sulla musica grazie ai nuovi accordi di licenza con le principali etichette discografiche. Ci sarà quindi, molta concorrenza e avere utenti annoiati, insoddisfatti o semplicemente infastiditi dagli spot pubblicitari, potrebbe essere la strada sbagliata e portare in realtà solo danni al colosso della condivisione di video.