Intervista a Jason Derulo: Everything is 4, tra influenze 80s e importanti collaborazioni

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È stato ospite della semifinale di The Voice of Italy, sul cui palco ha portato tutta l’energia di due delle sue ultime super hit, il […]
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È stato ospite della semifinale di The Voice of Italy, sul cui palco ha portato tutta l’energia di due delle sue ultime super hit, il brano Talk Dirty e il recentissimo Want to Want Me.

Jason Derulo e la sua presenza scenica, del resto, non hanno di certo bisogno di presentazioni: il giovanissimo cantautore di Miami, classe 1989, è infatti pronto all’uscita del suo quarto album Everything is Four, festeggia l’ennesimo singolo nella Top Ten della Billboard 100 (Want to want me, il sesto per l’esattezza) e si appresta anche a debuttare come giudice fisso di un talent show, interamente dedicato alla danza in tutte le sue forme, So you think you can dance.

 

Jason Derulo: 'Everything is 4… a reason'

Riuscire a scambiare quattro chiacchiere con Jason in questo momento non è solo dunque una grande opportunità, ma anche una gran fortuna, considerando gli impegni fittissimi del cantante, che – dobbiamo ammettere – non si tira di certo indietro di fronte alla curiosità dei giornalisti.

Jason descrive questo album con molta passione e spiega, prima di tutto, il ricordo al ‘4’, un numero – sostiene il cantante – “che ci circonda”: “Il tavolo ha quattro gambe come la sedia. Esistono quattro stagioni e quattro stati della materia. Sono elementi che mi ritrovo nella vita. Il tavolo e la sedia rappresentano le mie forti radici. L’alternarsi delle quattro stagioni rappresenta i miei cambiamenti e la mia voglia di accettarli. Inoltre, è il mio quarto album, per cui tutto torna”.

Guai però a dire che siano solo quattro i generi musicali che Jason ci offre attraverso le 11 tracce dell’album. “I generi sono tanti” precisa infatti subito Derulo, che si sofferma poi ad elencare le differenze tra un singolo e l’altro, venute fuori quasi per caso, attraverso una continua dedizione dell’artista alla sperimentazione.

A partire da Want to Want Me, brano dal sound molto anni ’80, che Jason sostiene sia stato ispirato soprattutto dallo stile di Michael Jackson e Prince: “A volte penso che alcune idee mi vengano da Dio. – spiega Jason – È tutto frutto della sperimentazione, non penso mai ‘Ora farò questo’. Gli anni ’80 sono stati un periodo fantastico. Io non c’ero, ma l’ho sentito dire. C’era tanta buona musica, tanti arrangiamenti live e anche io volevo degli arrangiamenti simili in questo album”.

 

Broke, la 'pazzesca' collaborazione con Stevie Wonder

Gli anni ’80 lasciano il posto al country in Broke, brano che Jason canta in compagnia di Stevie Wonder – che suona anche l’armonica – e Keith Urban – che suona il banjo. “Lavorare con Stevie Wonder è stato fantastico. L’ho incontrato in occasione di una cena alla casa Bianca e ho avuto modo di parlare con lui. Avevo questa canzone intitolata Broke, con un pezzo suonato con l’armonica, e Stevie è bravissimo a suonarla. Gli ho chiesto quindi se voleva suonare. E lui mi ha risposto ‘Ma certo, sei come uno di famiglia’. Poi gli ho chiesto se voleva anche cantare e lui mi ha risposto ‘Sai, se sento quella canzone alla radio e io non canto, ti faccio il c**o’’. È veramente simpatico”.

Nell’album anche un duetto con J-Lo, Try Me, che Jason definisce semplicemente “la donna più umile che abbia mai incontrato”, e uno con Meghan Trainor, Painkiller, in cui Derulo canta la lussuria come antidolorifico.

“Quando vivi una relazione difficile – spiega il cantante – o una rottura, un attimo di lussuria può annientare il dolore, proprio come un antidolorifico”.

Derulo si dice poi pronto per So You Think You Can Dance e ammette di non avere di certo problemi a togliersi la maglietta: “Non voglio dire di essere un sex symbol. Sarebbe strano. Ma sono felice di essere definito così. Adoro il sesso. A me sta sempre bene togliermi la maglietta. Se fa caldo, me la tolgo. Vengo da Miami e a Miami non abbiamo tanti vestiti adosso… la maggior parte del tempo”.

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