Francesco De Gregori Lucio Dalla: mi chiamava ‘Principe’

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Da poco uscito con  Vivavoce, il doppio album in cui rivisita con arrangiamenti inediti 28 tra i più importanti e significativi brani del suo repertorio, Francesco […]
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Da poco uscito con  Vivavoce, il doppio album in cui rivisita con arrangiamenti inediti 28 tra i più importanti e significativi brani del suo repertorio, Francesco De Gregori è stato ieri ospite di Radio Due e – per l'anniversario della morte di Lucio Dalla – ha ricordato l'amico e parlato del loro rapporto umano e lavorativo.

Francesco De Gregori Lucio Dalla: "Lucio mi chiamava Principe"

"Io un Maestro?" ha spiegato Francesco De Gregori a 'Non è un paese per giovani', condotto da Giovanni Veronesi e Massimo Cervelli. "Non mi piace essere chiamato così. L'unico soprannome che mi piace è Principe, perché Lucio Dalla mi soprannominò così durante Banana Republic".

Attualmente in rotazione con un riarrangiamento di uno dei suoi brani più amati "La Leva Calcistica della classe '68", De Gregori ha poi parlato delle sue influenze musicali, dei suoi miti, del panorama artistico attuale e ha risposto divertito alle 'statistiche' su alcune parole ricorrenti nei suoi brani che gli sono stati rivelati dai due conduttori.

Tra gli animali più citati nei suoi pezzi, per esempio, ci sono i cani. Per quale motivo? "Io popolo la mia vita reale e quella delle mie canzoni di cani, parlo con loro" ha confessato con ironia il grande cantautore.

Per non dimenticare i pennuti. "Il gallo, per esempio" ha continuato De Gregori. "Perché rotola bene, suona bene, così come il cardellino, che ho messo in 'Volavola'. Non ho lesinato sui topi, ne ho messi bene 300.000.000 milioni nella canzone "300.000.000 di topi".

Ovviamente nelle sue canzoni ci sono molte donne…"Le donne nelle mie canzoni sono spesso e volentieri 'nom de plume': Alice, Caterina, Carmela, Irene, Annamaria, Hilde. Sono nomi che scelgo per il suono e, anche per il significato. Irene, ad esempio, vuol dire pace. Non sono nomi reali di donne che ho conosciuto, tranne forse un paio di casi, come Caterina".

Per ciò che riguarda la musica passata e contemporanea, Francesco De Gregori ha poi aggiunto di essere "figlio di Dylan, e si sente", mentre per ciò che riguarda il panorama attuale: "mi piace Malika: ha una bellissima voce", ha concluso a Rai Radio2 De Gregori.

 

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