Sanremo 2016, sabotaggio ai sistemi voto?

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Si è un titolone lo ammettiamo, il sabotaggio al momento non è ancora escluso ma vediamo un pò il dettaglio del caso Ieri sera il […]
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Si è un titolone lo ammettiamo, il sabotaggio al momento non è ancora escluso ma vediamo un pò il dettaglio del caso
Ieri sera il caos sui sistemi voto ha monopolizzato l’attenzione del Festival e dei media,facciamo il punto.  
Durante la prima votazione per il premio nuove proposta Miele e Francesco Gabbani si sono confrontati in uno scontro ad eliminazione diretta. Il criterio il voto ottenuto al 50% fra giuria dei giornalisti e voto popolare. Al momento del voto il sistema non ha funzionato. Ecco lo scenario proposto da Giancarlo Leone Direttore di Rai Uno, super manager e goldenman di RAI.

 

Dopo l’esibizione della prima sfida si è prodotto il voto della sala stampa. Il voto è stato raccolto da Ipsos, responsabile dei sistemi,  ed elaborato con il televoto. Ipsos ha raccolto il dato e proposta  la grafica sull’esito della votazione. Il risultato è stato comunicato al presentatore.
Conto ha letto: Miele ha vinto su Gabbani.
Nei minuti successivi Ipsos ha comunicato a Rai una anomalia nel voto. L’80 percento dei giornalisti registrati al voto non ha espresso alcuna preferenza.  Sabotaggio, interferenze, semplice malfunzionamento, molte sono le motivazioni ancora non si è individuata una causa. La polizia postale, presente dalla notte stessa, sta effettuando le indagini.
Quest’anno i giornalisti accreditati al voto sono 140, fra i tanti il sottoscritto. L’esperienza diretta è stata che il telecomando con cui si vota no fosse in grado di trasmettere il codice abbinato al cantante, la pulsante non permetteva di selezionare alcun numero sul piccolo schermo  o meglio il numero appariva e spariva immediatamente.

Durante le giornate di votazione su 140 accreditati, 120 in media, esprimono una preferenza. Nel caso della sfida Miele Vs Gabbani solo 25 hanno espresso il voto. Il regolamento non prevede, grave lacuna, un numero minimo di voti per rendere valido il voto. Paradossalmente un solo giornalista potrebbe determinare il voto della sala stampa se fosse l’unico a votare.

Di fatto, appreso il dato di 25 soli votanti, Ipsos ha informato Rai. Si è reputato questo risultato non sufficientemente rappresentativo e si è deciso di far rivotare la sala stampa il tutto mentre la trasmissione andava avanti con la sua scaletta fittissima.

La scelta di far rivoltare è giustificata dal fatto che i giornalisti erano in sala e volevano votare semplicemente non sono stati messi nelle condizioni di farlo. Aver privato dell’82% l’universo della possibilità di votare poteva essere una questione ingestibile.
Nella ripetizione del volo i votanti sono stati 135, la votazioni con più votanti di tutto il Festival.
Ipsos ha anche sottolineato come  i 25 giornalisti protagonisti delle prima votazione abbiano nella seconda espresso la medesima preferenza.
L’esito del secondo voto ha sovvertito il precedente. A vincere è stato Gabbani con il 50,2 per cento dei voti, 3 giornalisti in più rispetto alla Miele.

E’ chiaro che il caso apre una querelle a non finire che arricchisce Sanremo di un divertente contenuto da comunicare. Miela ha richiesto di essere inserita nella finale di questa sera. Conti, già durante la serata, ha invitato la cantante a esibirsi, rientrare in gara è un’altra questione.
Discografiche, management ed artisti fanno pressione ognuno per difendere la propria posizione in nome di equa gestione default, vedremo anche i risvolti legali nei prossimi giorni.

E’ evidente che il problema di malfunzionamento è emerso immediatamente e che non fosse possibile prendere una decisione in modo repentino ne bloccare il Festival. L’assenza di un numero minimo di votanti per rendere valido il verdetto ha reso impossibile agire tempestivamente, non c’è stata una guida, una regola.

Abbiamo fatto la domanda diretta a Leone e la risposta è stata molto chiara e diplomatica “si ragiona per l’anno prossimo”.  Se ci fosse stato un limite a 50 votanti, ad esempio, tutto sarebbe filato liscio, 25 è inferiore a 50, si rivota niente da dire.
Prendere una  decisione istantanea  quando siamo seduti su un missile da 10 milioni 462 mila spettatori ed uno share del 47,88 per cento non è uno scherzo. Rai è stata brava a gestire il tutto puntando su chiarezza ed evidenza.

Ora possiamo continuare a ragionare su statistiche e regolamenti. Di fatto rivotare è stato necessario, purtroppo a Miele è stato comunicato prima che era vincitrice e poi eliminata dal concorso. Un duro colpo per l’artista, emotivamente un colpo deflagrante. Fa parte della vita, commenta Conti, sarebbe stato un errore portare avanti la cosa senza affrontarla chiaramente e senza ammettere il problema.

Sabotaggio? All’inizio si è pensato ad una  possibile interferenza elettromagnetica generata dal teatro Ariston. Questa ipotesi non si è verificata, onestamente, dichiara Leone, non abbiamo saputo ancora qual’è il motivo tecnico.

Entro le 17.00 di oggi verrà presa una decisione su serata, Miele esibizione e reinserimento in concorso.

Ore 17:00 arriva il verdetto

La direzione di Rai uno e la direzione artistica per prendere in esame la richiesta della cantante Miele per essere aggiunta alla finale come quinta finalista.
Dopo attenta analisi il regolamento non può essere modificato, Miele non sarà in finale

 

 

 

 

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