Boosta, esce La Stanza Intelligente: ‘A volte essere onesti è un valore’

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Boosta, esce La Stanza Intelligente: 'A volte essere onesti è un valore' Il 28 ottobre è finalmente uscito l’attesissimo album di Boosta (all’anagrafe Davide Dileo), […]
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Boosta, esce La Stanza Intelligente: ‘A volte essere onesti è un valore’

Boosta, esce La Stanza Intelligente: 'A volte essere onesti è un valore'

Il 28 ottobre è finalmente uscito l’attesissimo album di Boosta (all’anagrafe Davide Dileo), il primo da solista per il celebre tastierista dei Subsonica che con La Stanza Intelligente – questo il titolo del disco – spicca il volo e si concede un personalissimo viaggio che “agisce sulle membrane del tempo a lento rilascio”, come “una piccola medicina che lavora sull’osmosi degli elementi alla base di ogni sentimento”.

13 tracce scritte (parole e musica) e prodotte da Davide – eccezion fatta per 1993, scritta da Stefano Sardo, di Mezzo Uomo, scritta insieme a Marco Jacopo Bianchi, e Il mio compleanno, scritta con Raf – che per la parte vocale si è affidato a colleghi e amici, collaborando e permettendo loro di dare vita alle proprie parole, concedendo spazio ad artisti del calibro di Malika Ayane, Marco Mengoni, Nek, Luca Carboni, Raf, Giuliano Palma, Cosmo, Briga, Enrico Ruggeri e Diodato.

Il progetto prende il nome dal primo pezzo scritto da Boosta per l’album, un “titolo mutuato da un saggio di David Weinberger della casa editrice Codice”, dove si esamina la conoscenza che circola all'interno di un mondo vastissimo come il web. Allo stesso modo, la Stanza Intelligente di Boosta diventa un luogo personale in cui rinchiudere se stessi, “una stanza pulita” all’inizio, che fa di tutto per non diventare “stantia”. “La meraviglia della lingua italiana – aggiunge il cantautore – è che ognuno poi interpreta i termini come più gli aggrada”.

Impossibile scindere questi pezzi dal Boosta dei Subsonica, con cui il tastierista si sentiva tuttavia “parte di una scrittura collettiva”.

“In questo album non mi interessava fare l’elettronica. – aggiunge – Ho suonato tutto, come se fosse un gioco, senza fare calcoli particolari. Ma alla fine credo che ogni tanto essere onesti in ciò che si fa possa essere anche un valore”.

“Ogni ciclo-disco dei Subsonica – precisa ancora il cantautore – dura 3-4 anni. Dopo avevamo sempre bisogno di riprendere fiato, avere il tempo e lo spazio di fare le proprie cose. Stavolta volevo fare un disco e volevo cantarlo io”.

Ad accompagnare le tracce spicca il booklet, che vanta le foto di Giovanni Gastel e la parte grafica curata da Valeria Montemagni, “un’amica architetto”.

"Ho cercato di dare forma alla tracklist" spiega Boosta, che poi – a proposito di un possibile live – annuncia: “Non so se andrò in tour, ma se andrò non sarà un tour lungo. Vorrei un live di due ore, che vada al di là della musica fine a se stessa”.

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