Area Sanremo, Ylenia Lucisano tra gli 8 finalisti: ‘Con Riverbero me la rischio’

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Area Sanremo, Ylenia Lucisano tra gli 8 finalisti: 'Con Riverbero me la rischio' C'è anche Ylenia Lucisano tra gli 8 finalisti di Area Sanremo. Grazie […]
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Area Sanremo, Ylenia Lucisano tra gli 8 finalisti: ‘Con Riverbero me la rischio’

Area Sanremo, Ylenia Lucisano tra gli 8 finalisti: 'Con Riverbero me la rischio'

C'è anche Ylenia Lucisano tra gli 8 finalisti di Area Sanremo. Grazie alla sua Riverbero, Ylenia avrà quindi la possibilità di arrivare sul palco dell'Ariston, sebbene siano solo due i ragazzi che alla fine la spunteranno. Proprio per questo motivo, la cosentina sembra decisa a non farsi troppe illusioni, anche se dichiara apertamente di credere molto nel suo brano, come ci ha ampiamente spiegato quando l'abbiamo raggiunta telefonicamente per un'intervista.

Ciao Ilenia, parliamo subito di Riverbero, visto che è la canzone che ti ha portato ad essere una degli 8 finalisti di Area Sanremo…
Sì, è stata scritta da Emilio Munda e Piero Romitelli, che hanno collaborato alla stesura del testo e all’arrangiamento. L’idea di Riverbero nasce dalle stelle, da come la luce delle stelle si riflette nei nostri occhi, anche se sono spente da secoli. Può succedere a chiunque di legarsi al riflesso di una persona e a ciò che vogliamo vedere di lei. Nella canzone, io prendo un po’ coscienza del fatto di essere arrivata al punto di non ritorno, perché canto di un rapporto che è un po’ una luce che si riflette a distanza.

Hai giocato anche molto a livello sonoro, prediligendo un sound molto moderno.
Sì, assolutamente! Ho puntato a un suono moderno e non molto sanremese. Non è la classica canzone, però ho pensato che se me la devo giocare preferisco avere un pezzo che possa restare in testa alle persone anche dopo Sanremo, con un sound radiofonico. Il problema di molti pezzi sanremesi è proprio che poi non vengono passati in radio, rimangono lì e vengono dimenticati. Sanremo per me è un trampolino, però l’importante è rimanere in piedi dopo questa esperienza e dopo lo spettacolo. Le radio in questo senso sono la salvezza.

Quindi ti sei presa un bel rischio…
I compromessi ci sono sempre, anche con le radio. A me piace molto il folk, la musica cantautorale e quindi il sound di questo brano è qualcosa di completamente nuovo per me, anche se negli ultimi due singoli ho iniziato a inserire tonalità diverse rispetto a quelle del mio primo album. Già in Stanotte c’era un sound più elettronico, ma ora penso di aver trovato il giusto compromesso tra ciò che piace a me e ciò che va nel mercato, diciamo così.

Sei molto sincera, ma te lo senti bene addosso questo nuovo vestito?
Sì, moltissimo. Sono molto convinta di questo brano, altrimenti non riuscirei a stare bene con me stessa.

Tra l’altro c’è comunque in programma un nuovo progetto discografico. Rispecchierà questo nuovo sound?
Sì, Riverbero fa parte di un insieme di brani a cui stiamo lavorando ormai da un anno circa. Abbiamo scelto, tra i tanti, Riverbero perché aveva i requisiti per ‘restare’ dopo Sanremo, come ho già accennato. Ha una melodia forte e un testo non banale.

Come stai vivendo questa avventura sanremese?
Cerco di vivermela bene, senza pensare al risultato. Cerco di non pensare all’audizione e di vivermi questi momenti che ci sta regalando Area Sanremo, e anche la Rai, che ha messo i video sul sito. Sono belle esperienze che non capitano tutti i giorni, per cui cerco di viverle con positività, anche se le possibilità di passare sono pochissime. Il livello degli altri ragazzi è molto alto, siamo in 8 e siamo tutti interessanti, con delle esperienze alle spalle, quindi non penso al risultato, ma a godermi l’attimo. È la cosa migliore.

Non hai particolari aspettative?
Non mi faccio illusioni, assolutamente. Sono già rimasta scottata varie volte con Sanremo, perché non è la prima volta che mi trovo a un passo dal concorrere nella sezione Nuove Proposte. Ci sono già passata e cerco di non pensarci.

Come dicevi, però, la RAI ora vi dà una vetrina. Questo già è qualcosa…
Rispetto agli anni scorsi è tantissimo. Conti ha un po’ rivoluzionato il modo di approcciarsi alla sezione Giovani. Fino a qualche anno fa ricordo che si esibivano dopo la mezzanotte e chi era minorenne neanche si esibiva (ride, ndr). Non c’era visibilità né modo di ascoltare prima i brani. Invece ora c’è questa possibilità, gli spettatori ci fanno l’orecchio andando sul sito. Magari ti vedono sul palco dell’Ariston e ricordano la melodia. Direi che siamo tornati un po’ ai periodi di Pippo Baudo, che dava molto spazio ai giovani. Conti sta facendo la stessa cosa ed è da apprezzare per questo.

Anche perché – parere personale – ai tempi di Baudo la gara tra i Giovani era la più interessante in termini di novità discografiche.
Anche per me, ma forse la pensiamo così perché siamo ‘del settore’. Anche io vedo Sanremo per i Giovani e non per i Big, sebbene secondo me negli ultimi anni anche le Nuove Proposte si siano un po’ indebolite. Però è una sezione utile per farsi un’idea di quello che gira, di ciò che vuole la televisione, visto che Sanremo è alla fine un programma più televisivo che musicale. Ripeto però che forse è un interesse da ‘addetta ai lavori’. Non so se la gente che non si interessa molto di musica sia realmente incuriosita dai Giovani, oltre che dai Big, dagli ospiti o dalle vallette (ride, ndr).

Ok, parliamo del video allora. So che il regista è giapponese, come hai lavorato?
Non lo so nemmeno io (ride, ndr)! In realtà, io ho saputo il 12 di essere rientrata tra gli 8 finalisti e il 17 dovevo consegnare il video. Sono entrata nel panico, non sapevo come fare, non avevo nessuno che potesse aiutarmi. Avevo allertato un mio amico, nel caso in cui fossi passata, ma mi sono ritrovata con soli 4 giorni di tempo per fare tutto, quindi Ho contattato Taiyo Yamanouchi, un regista giapponese bravissimo. Lui è anche attore e dj e consiglio a tutti di andare a vedere ciò che fa. Ha realizzato comunque in pochissimo tempo questa idea, che abbiamo sviluppato direttamente nel luogo in cui abbiamo girato. Abbiamo sfruttato tutto ciò che potevamo sfruttare in quel momento. Pensa che ha creato lui il look dell’impermeabile di plastica, per dare una sfumatura futuristica e astratta. Spero di lavorare di nuovo con lui, magari con più tempo a disposizione.

Beh, un lavorone allora…
Considera che non ho potuto neanche commentare e avere la parola definitiva sul video che è stato mandato alla RAI. Non c’era tempo di fare modifiche… Sono stata comunque fortunata.

Come stai vivendo quindi questi giorni? Su cosa ti stai concentrando?
Sto provando molto e sto cercando di costruirmi un look d’impatto, perché è importante presentarsi bene in queste situazioni. Vorrei un look in linea col testo e mi sto facendo aiutare e consigliare. Io tendo sempre a invecchiarmi (ride, ndr), perché sono una persona semplice e mi vesto di conseguenza… Devo un po’ rinnovarmi a prescindere da Sanremo, ho capito che è importante anche presentarsi in un certo modo, senza snaturare la propria personalità. Purtroppo la musica non è soltanto note e melodie, ma anche immagine. Quindi mi metterò in gioco anche col look.

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