Caffellatte: «Con ‘Bambina’ provo a perdonarmi»

Dopo Nonchalance e TSO, Caffellatte pubblica il nuovo singolo – Bambina – il 9 dicembre. Un brano intimo, che parla di «rapporti familiari complicati», ma soprattutto di «perdono». La produzione è di BIAS.

«Sicuramente la produzione è molto spirituale. – ci dice Caffellatte – La session con BIAS è stata importante, perché avevo già iniziato il testo ma volevo una produzione che non lo mangiasse. Volevo una sonorità che lo accompagnasse. BIAS riesce a non inghiottire le parole degli altri. E in Bambina c’è un flusso di cose che avevo necessità di raccontare. Racconto una parte importante di me, turbolenta. Non stavo bene e questo ha avuto ripercussioni sui miei genitori, che sono due persone fantastiche. In generale, quella roba me la son portata dietro sotto forma di senso di colpa. In questa canzone provo a perdonarmi».

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Ma attenzione a definire la musica salvifica. Per Caffellatte è, infatti, più croce e delizia. «La musica non è una salvezza. – ci spiega – Potrei dirti di sì, ma è più una condanna a morte».

«Non la scegli tu e non è una decisione razionale. Se in un universo parallelo facessi la psicologa, la sera scriverei comunque. Non mi salvo da quel loop. È una roba da cui, se ce l’hai, non puoi scappare. È sempre una costante».

Caffellatte sul palco del Tutto Accade Tour con Alessandra Amoroso e Spotify EQUAL

Il brano verrà presentato live per la prima volta il 16 dicembre al Kioene Arena in occasione del Tutto Accade Tour di Alessandra Amoroso. Alessandra ha infatti unito le forze con Spotify EQUAL per sostenere una musica senza genere e con pari opportunità. Caffellatte si esibirà dunque durante il concerto di Alessandra proponendo alcuni dei suoi brani.

«Sentirsi scelti è sempre bello perché vuol dire che ciò che fai piace. – ci dice l’artista – Alessandra sta facendo una cosa rara e preziosa. Spotify si impegna sempre davvero per la causa e avere l’appoggio di un’artista come lei è un modo concreto di suggellare un patto. Non solo a parole. Tuttavia, non mi sento una bandierina. Io vado lì perché me lo merito e lo vivrò in questa maniera. Non siamo poverine, poche o diverse. Ce lo siamo guadagnato quanto gli uomini, e forse di più». 

Del resto, Caffellatte sicuramente ha intenzione di infrangere una serie di tabù. Come dimostra quello che lei definisce il casus belli, il singolo TSO.

«Non ho paura, è il mio modo di fare e di esprimermi. C’è Blanco che dice scopare cinque volte a canzone. Per me è linguaggio comune, perché devo farmi problemi? È proprio stupido. Però è vero che c’è un po’ di pressione, ma non la sento perché mi esprimo così. Sono un maschiaccio? No. È una maschera da togliere e, se il pubblico chiede ancora un ritegno alle donne, mi chiedo se non sia semplicemente anacronistico».