Lieder e Tablet: i giovani e la classica al Sala Umberto. Intervista a Lorenzo Porta del Lungo

Amori difficili, incomunicabilità della propria realtà più profonda, separazioni dolorose, gioia, depressione: questi sembrano gli elementi caratterizzanti degli adolescenti contemporanei… sono invece i temi di pezzi e brani musicali classici ineguagliabili, come quelli di Schubert, Debussy e Schumann che saranno protagonisti il 12 marzo al Teatro Sala Umberto in uno speciale dialogo con le nuove generazioni.

Com'è nato l'incontro con Edoardo e Federica?

L’incontro con Federica ed Edoardo è avvenuto naturalmente perché i ragazzi frequentano l’ Associazione Suono e Immagine Onlus che dal 2009 produce eventi culturali tra i quali stagioni concertistiche, prima presso il Teatro Eliseo, poi alla Sala Umberto di cui sono presidente. Oggi il Comune di Roma ci classifica secondi su 400 Associazioni Culturali. La loro crescita di cultura musicale è cresciuta durante questo percorso, Federica poi ha studiato a lungo danza classica presso la Scuola e l’Accademia di danza dell’Opera di Roma.

Perchè tra tutti sono stati scelti proprio Schubert, Schumann, Debussy come musicisti per dialogare con le nuove generazioni?

Gli autori sono scelti per la loro produzione di lieder e poemi, cioè quelle composizioni solitamente brevi per canto e                “ accompagnamento “ dell’ 800 che si possono paragonare alla canzone di oggi come consumo e anche come diffusione, solo che erano di grande valore artistico. La loro diffusione si può chiamare “social“ in quanto i pezzi venivano stampati sui quotidiani del tempo, così entravano nelle case prima che nelle sale da concerto e, almeno i più facili, potevano essere eseguiti immediatamente.

Com'è nata da parte di un Maestro come lei la voglia di mettersi in discussione con i giovani?

Quando ero ragazzo e studiavo pianoforte e composizione in Conservatorio, contemporaneamente suonavo la chitarra in un gruppo con il quale eseguivamo, oltre pezzi nostri, anche le cover della musica commerciale del tempo. Il contenuto musicale di Beatles, Genesis, Yes, Pink Floyd ecc, era comunque notevole e frutto di una ricerca compositiva originale, anche se gestita dal mercato e per molti hanno rappresentato uno stimolo ad avvicinarsi classica, alla storia della Musica, all’arte della musica. Oggi questo manca ai ragazzi, perché il contenuto musicale delle songs deve essere necessariamente compresso in uno zero virgola, per lasciare campo al personaggio, al suo look, o carisma, che farà tendenza attraverso l’indispensabile videoclip. La tendenza avrà durata, mentre il pezzo, dopo 15 giorni di vendite globali non lo sentiremo più. Inoltre nella musica, sempre per motivi di marketing, abbiamo abolito i generi e così confondendo l’arte con l’intrattenimento, alla B dell’Enciclopedia della Musica abbiamo Beethoven e Beyoncé o anche gli stessi Beatles, cioè persone che fanno mestieri completamente diversi. Anche così si genera disinformazione nei ragazzi, ai quali bisogna dare strumenti di conoscenza precisi. Suggerisco l’istituzione di un’ Enciclopedia della Composizione a fianco di quella generale delle Musica.

Il concerto chiude la stagione al Sala Umberto di Roma, com'è stato il riscontro del pubblico?

Siamo in crescita, le prenotazioni per questo concerto sono molte e sappiamo che i giovani saranno tanti e pensiamo di portarlo in tournée.