Against The Dying Of The Light esce cinque anni dopo il precedente e acclamato Local Valley. Un lavoro (per City Slang) ancora una volta intimo e affascinante per il cantautore svedese di origine argentina
Nuovo album (dopo cinque anni dal precedente e acclamato Local Valley) per il cantautore svedese (di origine argentina) José González. Un lavoro (per City Slang), intitolato Against The Dying Of The Light sempre intimo e affascinante come il precedente, ma guidato da uno sguardo più teso verso il presente e la tecnologia che rischia di sopraffare la vera umanità. Il tutto espresso comunque attraverso il suo tipico impianto acustico, con voce avvolgente ed ipnotica e chitarra (fingerstyle) in primo piano. Lo stesso Gonzales commenta l’album: è una riflessione su come creiamo ostacoli alla prosperità umana aggrappandoci ostinatamente a ideologie dogmatiche in cui le persone seguono individui che fingono di sapere cose che non sanno. Queste sono canzoni su come possiamo guidare l’umanità verso la prosperità a livello individuale e collettivo. Possono essere ascoltate solo per i suoni, le armonie e i ritmi, ma i testi hanno lo scopo di ispirare le persone a impegnarsi e ad agire collaborando per risolvere i problemi collettivi. E del brano Against The Dying Of The Light José González dice: È una canzone che riflette sull’umanità nel 2025, sull’accettare chi siamo e cosa ci ha portato qui, dato che il passato non può essere cambiato. Poi sul rifocalizzare la nostra attenzione sulle sfide future, come gli incentivi perversi e gli algoritmi che non sono in linea con la prosperità umana. E anche se abbiamo enormi opportunità con le nuove tecnologie che alla fine possono progettarsi e copiarsi da sole, non dobbiamo costruirle subito se hanno il potenziale di renderci obsoleti. Possiamo ribellarci contro questi replicatori, ribellarci contro la morte della luce.
BIO:
Nato a Göteborg da genitori argentini che nel 1976, entrambi politicamente attivi, furono costretti a fuggire dalla loro nazione d’origine verso l’Europa, dopo che la giunta militare ultraconservatrice guidata dal generale Jorge Rafael Videla prese il potere con un colpo di Stato, nel marzo di quello stesso anno. Due anni più tardi, nel 1978, diedero alla luce il loro secondo figlio, José.Cresciuto musicalmente ascoltando il cantautore cubano Silvio Rodriguez, sin da ragazzo González si unisce a varie band, a partire dai Back Against the Wall, un gruppo punk hardcore di Göteborg, influenzato dalla musica di Black Flag, Misfits e Dead Kennedys Nel 1993 si unisce, in qualità di bassista, a un altro gruppo hardcore, i Renascence. Nel 1997 entra a far parte, come chitarrista, della rock band Only If You Call Me Jonathan, in cui rimane fino al 1998. Nel giugno del 2003 González pubblica il suo debutto da solista, un singolo 7″ con due brani, dal titolo Crosses. A seguito di questo singolo, viene contattato da Joakim Gävert, cofondatore dell’allora nascente etichetta Imperial Records, che lo mette sotto contratto come primo artista ufficiale della label. In ottobre di quello stesso anno, González pubblica il suo album di debutto, Veneer, realizzato mentre era ancora uno studente di dottorato all’Università di Göteborg. L’album è successivamente uscito In Inghilterra il 25 aprile 2005, e negli Stati Uniti il 6 settembre 2005. Nello stesso anno il singolo “Heartbeats” viene utilizzato nello spot della Sony per i TV “Bravia” sotto la regia di Jonathan Glazer. Il suo secondo album, dal titolo In Our Nature, è uscito nel settembre 2007. Il suo contenuto dei testi è in parte influenzato da libri come L’illusione di Dio del biologo evoluzionista Richard Dawkins e Etica pratica del filosofo Peter Singer. Nel febbraio del 2015 pubblica Vestiges & Claws, terzo album solista, acclamato dalla critica e che ha ricevuto il premio IMPALA per l’Indipendent Album of the Year. Il 17 febbraio 2021, González ha pubblicato un singolo con testi in spagnolo, dal titolo El Invento. Ad aprile dello stesso anno è uscito Visions, secondo singolo estratto dal suo album successivo, Local Valley, dato alle stampe il successivo 17 settembre. González milita anche nel gruppo Junip, con Tobias Winterkorn e Elias Araya. A oggi gli Junip hanno pubblicato due EP, Black Refuge e la release gratuita su internet Rope and Summit, oltre a due album, Fields e Junip. La musica di González è costituita da linee melodiche eseguite principalmente dalla sola chitarra classica. Le sue pubblicazioni contengono brani per lo più originali, ma anche alcune cover acustiche, come: Heartbeats dei The Knife, Love Will Tear Us Apart dei Joy Division, Born in the U.S.A. e The Ghost of Tom Joad di Bruce Springsteen, Hand On Your Heart di Kylie Minogue, e Teardrop dei Massive Attack.

