La raffinata pianista romana pubblica una pregevole riedizione di Ultraminimal piano essence (revisited), arricchita da tre straordinari brani inediti. Ad anticipare questo nuovo viaggio è il singolo Hypnagogia.

Nel silenzio più profondo, là dove il suono si fa respiro e la musica diventa materia sottile, Alessandra Celletti torna a esplorare l’infinitamente piccolo. La raffinata pianista romana pubblica una pregevole riedizione di Ultraminimal piano essence (revisited), arricchita da tre straordinari brani inediti che ampliano ulteriormente l’universo sonoro dell’opera originale. Ad anticipare questo nuovo viaggio è il singolo Hypnagogia, già disponibile sulle principali piattaforme digitali https://open.spotify.com/track/1zOAUwFJxoIFi2pCDRZUJy?si=f74108e151f848ce. Una composizione sospesa, rarefatta, capace di trasformare il pianoforte in una soglia tra realtà e immaginazione. Con “Ultraminimal piano essence”, Alessandra Celletti sceglie di spingersi verso un minimalismo radicale, liberando la musica dal superfluo e da ogni forma di virtuosismo fine a sé stesso. Un gesto artistico estremo e poetico insieme: prendere ogni singola nota e trattarla come un elemento prezioso di un processo alchemico, lasciando emergere la pura essenza del suono. Il risultato è un album che vibra di risonanze interiori, fatto di silenzi, attese e microscopiche variazioni timbriche, dove il pianoforte diventa spazio emotivo e contemplativo.Ultraminimal piano essence è stato per me molto più di un album» racconta la compositrice. Un percorso di ricerca sull’essenza del pianoforte, sulla materia del suono, sulle sue risonanze più intime e sulle infinite sfumature timbriche che questo strumento può regalare. L’accoglienza che ha ricevuto nel 2024 è stata intensa e significativa, ma sento che questa esplorazione non si è ancora conclusa. Da qui nasce la volontà di tornare dentro quel mondo sonoro, dedicando nuovo tempo e nuova energia a una versione “revisited” che aggiunge tre inediti destinati ad approfondire ulteriormente la dimensione evocativa del progetto. Il primo di questi brani, Hypnagogia, prende il nome dallo stato di transizione tra veglia e sonno. Un territorio fragile e indefinito in cui pensiero, memoria e immaginazione iniziano lentamente a fondersi. L’hypnagogia è quel momento sospeso in cui la coscienza inizia lentamente a dissolversi spiega l’artista. Ad occhi chiusi affiorano immagini, forme, frammenti visivi e percezioni che non appartengono ancora al sogno, ma non sono più pienamente realtà. Ed è proprio lì che Alessandra Celletti accompagna l’ascoltatore: in una dimensione sospesa, intima, quasi invisibile. Un luogo sonoro dove il pianoforte smette di essere soltanto strumento e diventa paesaggio interiore. Tra il deserto e le stelle, c’è ancora un suono invisibile da cercare.

Per seguire Alessandra Celletti: lnk.bio/alessandracelletti