In Galleria a Milano il toro del mosaico è protagonista di una piroetta portafortuna tra superstizione, storia e tradizione.
In Galleria Vittorio Emanuele II, a pochi passi dal Duomo, c’è un gesto che chiunque passi per Milano deve fare almeno una volta: girare sui testicoli del toro raffigurato nel mosaico pavimentale. Una piroetta scaramantica, ripetuta ogni giorno da turisti e cittadini, che ha trasformato un dettaglio decorativo in una delle tradizioni più fotografate della città. Dietro quel movimento, apparentemente bizzarro, si nasconde una storia fatta di simboli, superstizione, rivalità e fortuna.
Il toro della Galleria a Milano e il rito della fortuna: perché tutti fanno un giro sui suoi testicoli
Andiamo con ordine e partiamo dal principio. Il mosaico pavimentale del toro rampante è uno degli emblemi più noti della Galleria Vittorio Emanuele II. Non a caso, l’enorme afflusso di persone che ogni giorno compie il rito del giro sui suoi testicoli ha consumato le tessere del pavimento, tanto da rendere necessari periodici interventi di restauro. La pressione dei talloni, ripetuta migliaia di volte, ha scavato nel tempo un vero solco nella parte più celebre dell’animale.
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La tradizione vuole che si appoggi il tallone destro sul delicato punto anatomico del toro e si compia una giravolta. Oggi il gesto è interpretato soprattutto come rito portafortuna: si gira, si sorride, si scatta una foto e si continua la passeggiata sotto le volte della Galleria. Ma le origini dell’usanza sono più stratificate.
Una prima spiegazione rimanda agli antichi simboli di fertilità: il toro, in molte culture, rappresenta forza, virilità e potenza generatrice. In origine il gesto avrebbe avuto un valore propiziatorio, poi trasformato in augurio di prosperità e successo.
Un’altra ipotesi è più politica e goliardica. Il toro è infatti simbolo di Torino e, nell’Ottocento, la rivalità tra Milano e la città sabauda era molto forte. Calpestare quel punto dell’animale sarebbe stato quindi uno “sfregio” ironico ai cugini piemontesi.
Infine c’è la leggenda di San Silvestro: tre giri, a occhi chiusi, allo scoccare della mezzanotte del 31 dicembre, avrebbero garantito fortuna per l’anno nuovo.
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