Le Olimpiadi invernali di Milano-Cortina 2026 sono destinate a entrare nella storia non solo per le gare e le sedi diffuse sul territorio, ma anche per una scelta simbolica e scenografica, qualcosa che non è mai successo prima. La cerimonia di apertura promette di rompere con la tradizione olimpica, introducendo un elemento inedito che racconta l’identità di questi Giochi e il loro legame con due città diverse, unite da un unico progetto sportivo e culturale.
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Olimpiadi invernali di Milano Cortina 2026: non era mai successo prima nella storia dei giochi
Andiamo con ordine e partiamo dal principio. Per la prima volta nella storia delle Olimpiadi, durante la cerimonia di apertura verranno accesi due bracieri olimpici simultaneamente. Uno si troverà a Milano, all’Arco della Pace, l’altro a Cortina d’Ampezzo, in Piazza Dibona. Un gesto senza precedenti, pensato per rappresentare l’armonia e l’unità tra le due città ospitanti, che condividono il ruolo di protagoniste dei Giochi Invernali 2026. L’accensione avverrà nello stesso istante, nel momento conclusivo della cerimonia inaugurale, trasformando il rituale più iconico delle Olimpiadi in un evento doppio e sincronizzato.
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La scelta dei due bracieri non è solo logistica o scenografica, ma fortemente simbolica. Le strutture richiamano infatti l’opera di Leonardo da Vinci, in particolare i suoi celebri nodi, spesso presenti nei suoi disegni e manoscritti. Un riferimento che diventa metafora di connessione, continuità e legame tra territori diversi.
Milano e Cortina, città lontane per geografia e vocazione, vengono così unite da un unico fuoco olimpico condiviso, che racconta una nuova idea di Olimpiadi: non più concentrate in un solo luogo, ma diffuse, dialoganti e capaci di valorizzare identità differenti sotto lo stesso simbolo universale.
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