Arriva una notizia che non farà certo piacere ai viaggiatori: Milano ritocca ancora la tassa di soggiorno e da aprile scatta un nuovo aumento che porterà l’imposta fino a 12 euro a notte, in alcune strutture. Una rimodulazione del prezzo che cambia gli equilibri tra le diverse categorie alberghiere e che punta a redistribuire il carico tra lusso e fasce più economiche. Ma cosa succede davvero? E chi pagherà di più?
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Milano: la tassa di soggiorno arriva fino a 12 euro. Chi pagherà di più?
Andiamo con ordine e partiamo dal principio. Dal 1° aprile 2026 entrerà in vigore la deliberazione n. 144 del 12 febbraio 2026, con la quale la Giunta di Milano ha deciso di rimodulare l’imposta di soggiorno. L’aumento più evidente riguarda gli hotel a cinque stelle, che passano da 10 a 12 euro a notte, segnando il livello più alto mai applicato in città.
La tariffa resta di 10 euro per i quattro stelle, mentre i tre stelle vengono fissati a 7 euro, in lieve calo rispetto ai 7,40 euro precedenti. Scendono invece i due stelle, che pagheranno 4 euro, e restano a 3 euro gli alberghi a una stella. Invariate invece le tariffe per le strutture extra-alberghiere: 9,50 euro per bed&breakfast, affittacamere e locazioni brevi; 7 euro per le case vacanza; 3 euro per ostelli e campeggi.
Una parte dell’aumento sui cinque stelle – il 30% – sarà destinata al Fondo nazionale per i minori, mentre la quota restante resterà nelle casse comunali. Palazzo Marino parla di aggiustamento parziale in attesa di una riforma più strutturale, con l’obiettivo dichiarato di rendere il sistema più progressivo: meno peso sulle strutture economiche, maggiore contributo da chi sceglie il lusso.
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